NewsGasperini: “Qui non per gestire, ma per rilanciare tutti. Anche chi ha 30 anni. Mercato? Riparto dallo zoccolo duro, ma servono nuovi innesti per fare il salto“
Antonio ScadutoIntervenuto in conferenza stampa, Gian Piero Gasperini, nuovo tecnico della Roma, si è così presentato alla stampa: “I primi contatti li ho avuto con Claudio Ranieri e mi ha descritto benissimo la realtà della squadra e della società, e le vicissitudini che ci sono state. Poi ho incontrato la proprietà, persone che hanno una grande passione e con progetti ambiziosi che hanno fatto fatica finora a raggiungere. Con me vorrebbero creare qualcosa di costruttivo e forte e ci siamo confrontati sapendo qual è la situazione del Fair Play Finanziario. Vogliono investire nella Roma e farlo bene, per portare la Roma in alto.”
Roma ha dinamiche particolari: la spaventano?
“Tutti da quando sono arrivato mi mettete in guardia sulla situazione di Roma: ma questa deve essere una forza, non una debolezza. Mi parlano della pressione ma io vedo una grande voglia di calcio e queste energie vanno incanalate. Possiamo correggere qualcosa e portare nella direzione giusta le energie che si vedono e che sono straordinarie. Se il Napoli ha vinto 2 scudetti in 3 anni e Parigi è diventata capitale d’Europa nel calcio vuol dire che si possono fare risultati non solo a Torino o Milano.”
Come creerà un feeling con i tifosi?
“C’è sempre stato. Inutile nascondersi, quello che conta sono i risultati. Dobbiamo pensare che possiamo fare qualcosa di giusto e alzare il livello. Certo che se parto dai risultati fatti da Claudio nelle ultime 22 giornate… sono stati straordinari ma dimostrano che quello che conta è la squadra: gli stessi giocatori che erano in difficoltà, avendo un atteggiamento più da squadra, sono migliorati. In una piazza come Roma non si possono fare programmi a 10 anni, dobbiamo essere più veloci e concreti, ma bisogna prendere una base e far identificare i tifosi nel gioco della squadra.”
Riuscirà a cambiare anche la fisionomia di uno come Dybala?
“Io credo di non cambiargliela perché Dybala va bene così. Spero che stia sempre bene. C’è un prospetto di squadra che deve essere ben definito e dove tutti spingono nella stessa direzione senza personalismi, e poi ci sono i singoli e se riesci ad alzare il loro livello la squadra ne giova.”
Con lei sono esplosi attaccanti fortissimi: cosa pensa di Abraham e Dovbyk che troverà qui?
“I giocatori che ho trovato erano già forti, non li ho migliorati ma ho tirato fuori il meglio da loro. I miei attaccanti fanno spesso tanti gol per il mio modo di far giocare la squadra.”
In una vecchia intervista disse “o spacchi o vieni spaccato”. Lo pensa ancora?
“Resto della stessa idea, devi subito dare segnali importanti e dare subito un’identità alla squadra. E’ un campionato difficilissimo, c’è una corsa più che allo scudetto alle posizioni Champions. Quando entri in una piazza con così tanto entusiasmo devi entrare forte e creare un ambiente forte.”
Ha in mente di mantenere lo zoccolo dell’ultimo anno, Paredes ad esempio?
“Intanto partiamo da quello che c’è, che è tanto. A livello di spirito e di mentalità. Poi chiaro che non possiamo essere gli stessi e che mi aspetto a un mercato in entrata che possa portare a un miglioramento e a giocatori che costituiscano un nucleo vero. Sarà un mix, non una rivoluzione in tutto, ma ci saranno nuovi elementi per migliorarsi.”
Parlando di mercato, quali sono le caratteristiche principali che cerca?
“Sono pochissime le società che possono permettersi di prendere giocatori già affermati. Te li devi costruire in casa prendendo giocatori in grado di crescere. Ricordo Mancini o Cristante, per dirne due che ho avuto, sono venuti via dall’Atalanta e andati presto in Nazionale. I miei giocatori devono avere come obiettivo quello di fare la miglior stagione della loro carriera, anche se hai 22 o 30 anni non devi gestirti, ma cercare sempre di scalare posizioni, questo è lo spirito. Parto da una base fortunata.”
Che idea si è fatto di Pellegrini? In che posizione vede lui e Soulé?
“Pellegrini deve avere lo spirito e la mentalità di fare la sua migliore stagione. A me piace quando entra, calcia e fa gol. Soulé è un giocatore offensivo, deve fare assist, gol, prendere rigori, fare ammonire avversari.”
Ha capito quale è stato il problema di Juric qui alla Roma?
“La mia esperienza è diversa anche se con Juric abbiamo condiviso tanti anni. Sono passati tanti anni e abbiamo fatto esperienze diverse. Il mio modo di vedere calcio si è evoluto: ci sono due modi, aspettare che gli altri perdano palla o andare a conquistarla e si può vincere con entrambi. Io se sto senza la palla sto un po’ male, e voglio andare a prenderla alata. Poi però nel calcio devi saper fare un po’ di tutto.”
Il suo pregio migliore e il suo difetto? E cosa proverà contro l’Atalanta?
“Quella per fortuna la incontriamo a gennaio, c’è tempo. Il pregio: lavoro, e mi piace farlo. Mi piace convincere i giocatori, non gli ho mai imposto niente. E i risultati che ho ottenuto sono dovuti al fatto che traggono giovamento da questo. Difetti? Faccio fatica… forse a volte me la prendo troppo, ma non credo sia un difetto.”
Come organizzerà la preparazione? Con i gradoni come Zeman?
“Ma non è vero! Mai fatto uno in vita mia. E comunque non è mai morto nessuno… L’importante è che i giocatori si divertano, abbiamo la fortuna di svegliarci la mattina e fare il mestiere che più ci piace. L’allenamento pè importante, non può essere un problema allenarsi. Il calcio deve essere anche divertente, la penso come i brasiliani. Bisogna creare un bel clima di lavoro.”
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