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NewsDe Laurentiis: “La scelta di Conte? Rimasi affascinato dal suo rigore. Kvara? Costretti a venderlo, eravamo minacciati dal suo procuratore”

giovedì 21 agosto 2025 alle ore 10:09di Antonio Scaduto6 min di lettura

De Laurentiis: “La scelta di Conte? Rimasi affascinato dal suo rigore. Kvara? Costretti a venderlo, eravamo minacciati dal suo procuratore”Antonio Scaduto
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AAutoreAntonio Scadutogiovedì 21 agosto 2025 alle ore 10:09 · NewsAltre notizie

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al CorSera, diversi i temi affrontati.

Queste le sue parole: “La scelta di Conte? Per vedere il quadro completo occorre partire da più lontano, dalla scelta di prendere un allenatore tosto come Conte. Molti anni fa lo incontrai alle Maldive. Era in vacanza con la sua famiglia. Passammo alcune giornate a nuotare ed a discutere di calcio. Mi spiegò il suo modo di lavorare e rimasi affascinato dal rigore che lo animava. Uno stakanovista sul lavoro, come me. È evidente che entrambi siamo innamorati di ciò che facciamo, questo per me è fondamentale. Come la cura dei dettagli.” Poi ha aggiunto: “Quando la piazza mi chiede giustamente l’esonero di Rudi Garcia invitai Conte da me e gli chiesi di subentrare. Lui però rispose che voleva venire a Napoli, ma a giugno. Così fu.”

Festeggiamenti e incontri post-scudetto: “La partita col Cagliari che ha decretato il titolo è di venerdì 23. Sabato e domenica siamo andati a Ischia con Conte e la sua famiglia a festeggiare il mio 76esimo compleanno. Lunedì 26 c’è stata la meravigliosa parata sul lungomare che in un’ora e mezza ha raccolto oltre 70 milioni di spettatori in tutto il mondo su Rai Italia, il bouquet di canali internazionali. La sera c’è stata la festa di tutto il Napoli e il giorno dopo siamo andati dal Papa per la prima udienza ufficiale del suo pontificato. Subito dopo ci siamo chiusi in una stanza io, lui, Chiavelli e Manna e abbiamo iniziato a gettare le basi per la nuova stagione.”

La cessione di Kvaratskhelia: “La cessione di Kvaratskhelia a gennaio ha portato frizioni con Conte? Nessuna frizione. Dovevo farlo. Nessuno poteva sostituire Kvara alla pari, ma ci abbiamo provato: il Psv per esempio non ci ha dato Noa Lang, per fortuna in estate si è convinto. Del resto se quello di gennaio viene chiamato mercato di riparazione, uno del livello di Kvara a metà stagione non te lo vendono. Detto questo, ero consapevole che Conte, concentrato sulla lotta per arrivare più in alto possibile, avrebbe faticato ad accettare l’operazione. Diciamo che ho scommesso sulla sua capacità di vincere ugualmente, ed è stata una buona puntata. Perché ho dovuto venderlo a gennaio? Perché il suo procuratore minacciava di ricorrere all’articolo 17 del regolamento Fifa. La storia va spiegata. Dopo la prima, formidabile stagione del georgiano ci siamo preoccupati subito di negoziare un rinnovo contrattuale, migliorando il suo stipendio e arrivando a offrirgli una cifra molto importante, perché era ovvio che il compenso limitato avrebbe attirato mezzo mondo pronto a fargli ponti d’oro. Ma il suo procuratore, Mamuka Jugeli, aveva altri progetti per sé e per il calciatore. Voleva strappare a un altro club un’altissima commissione per lui, oltre a uno stipendio a doppia cifra per Kvara. Alla fine del secondo anno contrattuale c’è stato l’Europeo in Germania. Manna, Chiavelli ed io siamo volati a Düsseldorf per risolvere la questione, ma Mamuka ha continuato a prendere tempo sostenendo che Giuntoli gli avesse promesso dei soldi che non erano stati corrisposti. Bugia, non è stato difficile appurarlo. Avrei dovuto venderlo allora, il Psg aveva offerto più di 200 milioni per il pacchetto Kvara-Osimhen. Ma avevo promesso a Conte di trattenerlo e non me la sono sentita.”

Articolo 17 e cessione di Osimhen: “Cosa permette l’articolo 17? È un articolo che permette a un giocatore di uscire dal suo contratto dopo tre anni pagando un indennizzo misurato sul suo compenso e sui soldi spesi per il cartellino. Essendo due cifre basse, l’indennizzo sarebbe stato irrisorio rispetto al valore del giocatore. In pratica, quest’estate l’avremmo perso quasi gratis. Osimhen? L’abbiamo venduto al Galatasaray per 75 milioni più bonus. E con reciproca soddisfazione.”

Mercato estivo e introiti: “Gli introiti derivanti dalla cessione dei tre grandi protagonisti dello scudetto 2023 – non dimentichiamo il difensore coreano Kim, andato via dopo un anno – sono alla base del mercato stellare di quest’estate. Non solo una superstar come Kevin De Bruyne, logicamente il primo nome sul cartellone, ma un’intera batteria di giocatori forti per dotare Conte di due squadre.”

Investimenti nel calcio italiano: “In giugno ha fatto scalpore un’inchiesta della Gazzetta sui denari immessi dalle varie proprietà nei grandi club italiani: non che fossero dati inediti, ma vederli tutti assieme ha lasciato stupefatti. Da quando è sbarcata in Italia (2020) la famiglia Friedkin ha speso per la Roma 938 milioni, top assoluto. Dal 2001, anno della quotazione in Borsa, la Exor degli Agnelli/Elkann è intervenuta nella Juventus per 730 milioni fra ricapitalizzazioni e bond. Aurelio De Laurentiis ha rilevato il club dal fallimento nel 2004, e i 16 milioni tirati fuori dalla tasca della Filmauro per coprire le perdite della serie C sono tutto ciò che ha toccato del patrimonio del suo Gruppo. Poi si corregge: “«Non erano 16, erano 32» corregge lui quando gli faccio queste cifre, ma l’amministratore delegato del club, Andrea Chiavelli, è lì per fare da Cassazione. «132 – abbondanti – erano il prezzo per l’acquisto del ramo di azienda, somma che venne garantita personalmente dal presidente e poi successivamente restituita. I 16 erano, come detto, versamenti a ripianamento delle perdite dei campionati di Serie C. E quindi di patrimonio del Gruppo è corretto dire 16».”

L’acquisizione del Napoli: “Un giorno dovrò scrivere il libro di come avvenne quell’acquisizione» dice De Laurentiis, «ma per sommi capi gliela riassumo perché fu davvero un’avventura. Avevo già provato a prendere il Napoli, nel 1999, convocando i media e mostrando loro un assegno circolare da 120 miliardi di lire spezzato in due parti: la prima era a disposizione di Ferlaino, per la seconda volevo effettuare una due diligence. La sua risposta fu una causa per aver creato, secondo lui, una distrazione della campagna abbonamenti, causa che peraltro vinsi facilmente. Ricordo che Gazzoni mi offrì il Bologna per 50 miliardi, ma risposi che io tifavo per il Napoli e quindi mi interessava solo il Napoli.”

Contesto dell’acquisizione: “Avevamo appena finito di girare a Los Angeles Sky Captain and the World of Tomorrow, una mega produzione con Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow e Jude Law. Era agosto, do loro appuntamento per settembre per organizzare il tour mondiale di promozione del film. Prima c’erano le mie settimane sacre a Capri. Deve sapere che al Quisisana c’è un bellissimo teatro che diventava il mio ufficio, dove esaminavo in santa pace tutte le sceneggiature dei film da realizzare. Sul tavolo da lavoro erano sparsi i quotidiani, all’improvviso mi cade l’occhio sul Corriere dello Sport dove c’è una grande foto di Gaucci con il titolo Compro il Napoli per 5 milioni. Ma come Gaucci compra il Napoli, no, lo compro io.”

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