Edizione di martedì 27 ottobre 2026Aggiornato alle 00:15

martedì 27 ottobre 2026 ore 08:15

Il calcio a 360 gradi

juventusmilaninternapoliromalazioatalantafiorentinatorinobolognagenoacagliariudineselecceveronacomoparmasassuolopisacremonesesampdoriapalermoveneziamonzaempoli
LIVE
News

NewsAddio a Osvaldo Bagnoli, San Zeno piena per salutare il simbolo del Verona tricolore

martedì 21 luglio 2026 alle ore 18:57di Antonio Scaduto1 min di lettura

Addio a Osvaldo Bagnoli, San Zeno piena per salutare il simbolo del Verona tricoloreAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomartedì 21 luglio 2026 alle ore 18:57 · NewsAltre notizie

Verona si è stretta in un abbraccio commosso e solenne all’interno della basilica di San Zeno per l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli, il mitico allenatore del leggendario scudetto gialloblù, scomparso all’età di 91 anni. Alle 15:03 il feretro ha fatto il suo ingresso in una chiesa gremita in ogni ordine di posto, aperta in prima fila dal sindaco Damiano Tommasi e da moltissimi volti noti del calcio italiano, tra cui l’ex tecnico del Parma Nevio Scala, Beppe Iachini e l’ex presidente scaligero Giovanbattista Pastorello. Presenti quasi al completo i campioni d’Italia del 1985: Pierino Fanna è rimasto accanto al suo allenatore fino all’ultimo istante («Poche parole, se non nessuna, lui amava i fatti»), mentre Preben Elkjær è stato travolto dal lungo applauso dei tifosi colorati di gialloblù («Mi ha fatto capire in un attimo cosa fosse la Serie A»). Al funerale hanno preso parte anche Gigi Sacchetti («Un padre, gli devo tutto») e il veronese d’adozione Beniamino Vignola, che ha voluto ricordare l’impresa storica: «Uno scudetto che nessuno potrà mai portarci via». Attimi di profonda commozione si sono vissuti quando Nanu Galderisi e Antonio Di Gennaro sono scesi tra i presenti per stringere le mani della gente. L’omelia, officiata dal vescovo Domenico Pompili, ha tratteggiato il profilo umano e spirituale di Bagnoli, definendolo lo «Schopenhauer del pallone, un uomo sobrio, concreto e autentico, capace di introdurre l’utopia dell’unità» nell’intera comunità veronese. Tra il ricordo del suo celebre e ironico aneddoto sui ladri e la memoria della sua grandezza silenziosa, Verona ha consegnato per sempre il suo «Mago della Bovisa» alla storia e alla leggenda del calcio.

foto: sito daily veronese

Mostra i commenti

Caricamento…