NewsAlla scoperta di Nikola Čavlina, nuovo portiere del Como
Antonio ScadutoSono giorni che Nikola Čavlina, portiere croato classe 2002, difficilmente dimenticherà. Il suo approdo al Como rappresenta un passo importante in una carriera che ha preso velocità, senza mai perdere equilibrio. Il trasferimento è arrivato in prestito dalla Dinamo Zagabria, ma dietro questa operazione c’è molto più di una semplice opportunità di mercato: c’è un’idea, un progetto, e forse anche una precisa visione del futuro tra i pali biancoblù.
Per Čavlina, questa non è la prima esperienza lontano da casa. Cresciuto nel florido vivaio della Dinamo, ha già collezionato esperienze da titolare in prima divisione con la Lokomotiva Zagabria, ha respirato l’aria delle competizioni europee con l’Osijek, e ha difeso i colori della nazionale croata a ogni livello giovanile, fino all’Under 21. A 23 anni, insomma, ha già visto più campo di molti suoi coetanei. Ma adesso comincia un nuovo capitolo: la Serie A. Il Como lo ha voluto dopo una serie di valutazioni su altri profili (Inaki Pena su tutti), e lui ha detto sì con convinzione. “Mi hanno parlato molto bene del progetto”, ha dichiarato all’arrivo sul Lario. Tra quelli che gli hanno consigliato l’Italia, anche un connazionale e amico come Martin Baturina. La scelta non è casuale. Il club lombardo, ambizioso e con una struttura sempre più internazionale, punta su profili giovani ma già pronti. E Čavlina rispecchia perfettamente questa filosofia. Nato a Zagabria il 2 giugno 2002, Nikola è un portiere moderno, di quelli che uniscono istinto e ragionamento. Alto 193 cm, strutturato ma agile, destro naturale. Ha un’ottima copertura dello specchio, buoni riflessi e una crescente sicurezza nelle uscite. Ma ciò che ha colpito di più gli osservatori del Como è la sua tranquillità con il pallone tra i piedi: non si limita a rilanciare, ma partecipa attivamente alla costruzione del gioco. Non a caso, uno come Fàbregas – che chiede ai suoi portieri lucidità e coraggio – ha dato il via libera all’operazione. Čavlina ha esordito tra i professionisti già giovanissimo, nel 2020. Dopo il passaggio alla Lokomotiva ha trovato continuità, accumulando oltre 60 presenze in prima divisione croata, con una media altissima di minuti giocati. Una stagione e mezza solida, in cui ha messo in mostra maturità, concentrazione e affidabilità. Poi l’esperienza all’Osijek, meno costante ma comunque significativa: quattro presenze in campionato e altrettante in Conference League, dove ha potuto confrontarsi con contesti internazionali e avversari più strutturati. A livello di nazionali, ha rappresentato la Croazia in tutte le selezioni giovanili, dall’Under-15 fino alla recente convocazione con l’U21. Non è stato ancora chiamato in nazionale maggiore, ma il suo nome circola da tempo nel giro dei futuri osservati speciali. E l’esperienza in Serie A potrebbe accelerare questo processo. Ma Čavlina non è un tipo da parole grosse. È serio, concentrato, lavora in silenzio. Non si è montato la testa, nonostante il salto in un campionato come quello italiano. Sa che al Como parte dietro a Jean Butez, ma non si sente secondo. Si sente pronto. E in un ruolo come il suo, la pazienza è spesso un’arma in più. Portiere “a tutto campo”, è stato descritto dagli addetti ai lavori come uno capace di diventare titolare in Serie A nel giro di uno-due anni. Certo, dipenderà anche dalle sue risposte in allenamento, dalla crescita quotidiana e dalle occasioni che arriveranno. Ma il Como ha fatto un investimento intelligente: Čavlina è in prestito, sì, ma con diritto di riscatto. Se dovesse convincere, il futuro potrebbe essere tutto biancoblù. Non è escluso, tra l’altro, che possa già trovare spazio in Coppa Italia, o subentrare in corso di stagione, se le circostanze lo richiederanno. E quando si aprirà una porta, lui vorrà essere lì, pronto, come solo i veri numeri uno sanno fare.
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