Anjorin: “Nella mia famiglia siamo pazzi per il calcio. Per fare il giocatore serve grande forza mentale. Idoli? Da bambino guardavo Zidane e Ronaldinho“
Antonio ScadutoIntervistato sul canale YouTube del Torino, Faustino Anjorin si è presentato rivelando alcune curiosità: “Sono molto felice di essere qui al Torino. È un club con una grande storia, e sono entusiasta di farne parte. Ho scelto il Torino perché è una squadra ambiziosa, con un progetto che mi ha convinto fin da subito. Non vedo l’ora di debuttare e di aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi”. Sulle curiosità personali (hobby e vita fuori dal campo): “Fuori dal calcio, mi piace molto la musica. Ascolto hip-hop e R&B, artisti come Drake e Travis Scott. Mi rilassa dopo gli allenamenti. Un’altra curiosità? Adoro cucinare. Provo ricette nigeriane, dato che le mie origini sono lì – il jollof rice è il mio piatto preferito. Non sono un grande chef, ma ci provo! E per il tempo libero, gioco ai videogiochi, soprattutto FIFA, dove mi diverto a usare la maglia del Torino ora”. Sul suo stile di gioco e contributo alla squadra: “Gioco come trequartista o esterno offensivo, ma sono versatile. Mi piace creare occasioni per i compagni, ma posso anche segnare. Al Torino, voglio adattarmi velocemente al sistema di gioco del mister. Ho parlato con lui e mi ha spiegato il suo piano – è entusiasmante. La Serie A è un campionato tosto, ma sono pronto. Ho esperienza in Premier League e Championship, ma qui è un nuovo capitolo”. Sul trasferimento e le motivazioni: “Il trasferimento è stato veloce. Quando ho saputo dell’interesse del Torino, non ho esitato. È un’opportunità per crescere e dimostrare il mio valore in un top league. Ringrazio il Chelsea per avermi supportato, ma ora è il momento di focalizzarmi sul Toro. La città di Torino? Bellissima, ho già visitato un po’ – la mole è impressionante!»Sulle aspettative per la stagione”. “L’obiettivo è entrare in Europa, ma passo dopo passo. Voglio contribuire con gol e assist. I compagni mi hanno accolto bene, è un gruppo unito. Non ho paura della pressione, anzi, mi motiva”. Rispondendo a domande sui suoi idoli: “I miei idoli? Da bambino guardavo Zidane e Ronaldinho. Mi ispirano per la creatività. In Inghilterra, mi piaceva vedere Eden Hazard – quel dribbling… incredibile.”
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