Edizione di martedì 27 ottobre 2026Aggiornato alle 00:15

martedì 27 ottobre 2026 ore 09:59

Il calcio a 360 gradi

juventusmilaninternapoliromalazioatalantafiorentinatorinobolognagenoacagliariudineselecceveronacomoparmasassuolopisacremonesesampdoriapalermoveneziamonzaempoli
LIVE
News

NewsAusilio: “Fabregas mai vicino all’Inter. La prima scelta era Chivu”

giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 19:08di Antonio Scaduto2 min di lettura

Ausilio: “Fabregas mai vicino all’Inter. La prima scelta era Chivu”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutogiovedì 26 febbraio 2026 alle ore 19:08 · NewsAltre notizie

Piero Ausilio si racconta fra passato, presente e futuro in un’intervista concessa a Colpi da Maestro condotto dal giornalista Marco Nosotti.

Le sue parole: “Fabregas? Lo stimo e farà una carriera brillantissima, ma l’Inter non è mai stata vicina a lui come allenatore. Cesc provammo a prenderlo da calciatore quando ancora non aveva un contratto professionistico col Barcellona: Casiraghi mi fece una testa così, ma andò all’Arsenal. Si parla tanto e fa parte del gioco, il primo a saperlo è stato Chivu. Quando ci siamo trovati di fronte alla scelta di Simone Inzaghi dovevamo mettere giù delle idee e la principale era Chivu, che conoscevo già. È un ragazzo incredibile e vero, lo sta dimostrando anche da allenatore. Noi lo conoscevamo dal settore giovanile, è stato bravo anche a rischiare di andare a Parma per giocarsi la salvezza e quel rischio l’ha portato all’Inter. È sempre stata la prima scelta, lui lo sapeva. Poi si fanno dei pensieri anche sugli allenatori, ma siamo andati tutti dritti su di lui e siamo stracontenti. Il mio colpo da maestro è l’Inter, perché è la mia vita. Il miglior colpo di mercato è stato Lautaro Martinez. Lui era abbastanza orientato verso l’Atletico Madrid, mancava una firma tra i due club. Quando parti così svantaggiato, i rischi di non farcela sono tanti. Sfruttando i buoni rapporti con Milito, decisi di rischiare e andò bene. Ci furono situazioni che peggiorarono la trattativa perché, quando tutto era stato già chiuso, lui fece 3 gol e ricominciammo da capo. Alla fine costò 20 milioni di euro in totale, tornai col contratto firmato e grande soddisfazione. È il nostro capitano e ha un valore importantissimo per l’Inter. Feci tanto per portare all’Inter Balotelli, in quegli anni era tanta roba e manco lui sapeva quanto era forte. Ho sempre nel cuore Kovacic, ho portato all’Inter Bonucci, un’operazione particolare. Poi penso a Pandev, de Vrij, Acerbi, Mkhitaryan, Calhanoglu e Thuram: sono arrivati a parametro zero, tutta gente che ha portato qualità dentro e fuori dal campo, protagonisti importanti dei recenti successi. Il Napoli ha meritato di vincere lo Scudetto l’anno scorso, ma noi abbiamo giocato 23 partite in più di loro: non è un alibi, ma un dato di fatto. Quando sei un dirigente o un allenatore dell’Inter a inizio stagione pensi sempre a fare di tutto per vincere, io non credo a quelli che raccontano che lottano per il quarto posto. Dopo la finale di Champions League persa contro il PSG si è sparato un po’ troppo contro la nostra squadra: da italiano e da tifoso io avrei parlato più di orgoglio di questa Inter”.

Foto: sito Inter

Mostra i commenti

Caricamento…