Baldini: “Poter rappresentare il nostro Paese è il massimo. Nelle convocazioni non parto dalle qualità tecniche, ma da ciò che i giocatori sono fuori dal campo”
Antonio ScadutoIl tecnico dell’Under 21 Silvio Baldini si racconta a pochi giorni dalla seconda ‘finestra’ delle qualificazioni europee.
Queste le sue parole: “Per qualsiasi italiano, in qualsiasi campo, poter rappresentare il nostro Paese credo sia il massimo. Sono molto orgoglioso di poterlo fare e cercherò di ripagare la fiducia di chi mi ha scelto”.
Sul suo metodo di scelta dei giocatori convocati: “Nelle convocazioni non parto dalle qualità tecniche, ma da ciò che i giocatori sono fuori dal campo. Voglio vedere persone motivate, innamorate di quello che fanno, che abbiano una strada ben precisa da seguire con l’obiettivo di diventare dei top”.
Sul ritiro con il Pescara e i dubbi iniziali: “Lo scorso anno eravamo in ritiro pre-campionato a Pescara: mi ero esposto, volevo vincere. Ma in quei giorni vedevo che quello che pensavo era difficile da realizzare. Parlai con mio figlio Mattia e gli dissi che avevamo fatto la scelta sbagliata, che saremmo dovuti andare via”.
Sul consiglio che gli dà il figlio Mattia e la svolta personale: “Mi disse che io vedo Valentina, la mia figlia disabile, sempre bellissima perché non la guardo con gli occhi delle altre persone, ma con quelli del cuore. Perciò mi suggerì di cercare di vedere i giocatori con gli stessi occhi con cui guardo Valentina”.
Sull’impegno futuro e la forza del gruppo: “Da quel momento ho giurato a me stesso che l’avrei fatto e posso garantire che se riusciremo ad avere una sinergia forte con questi ragazzi, potremo ottenere i risultati che desideriamo”.
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