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NewsBeppe Signori: “Questa con l’Under 20 è la mia terza vita. Gli incubi fanno parte di me, ma adesso hanno un finale diverso perché sono stato assolto con formula piena”

venerdì 23 ottobre 2026 alle ore 13:38di Antonio Scaduto3 min di lettura

Beppe Signori: “Questa con l’Under 20 è la mia terza vita. Gli incubi fanno parte di me, ma adesso hanno un finale diverso perché sono stato assolto con formula piena”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutovenerdì 23 ottobre 2026 alle ore 13:38 · NewsAltre notizie

Beppe Signori riparte dalla Nazionale. L’ex attaccante di Lazio e Bologna sarà il capo delegazione dell’Italia Under 20 guidata da Carmine Nunziata, un incarico che rappresenta una nuova pagina della sua carriera dopo gli anni difficili legati all’inchiesta sul calcioscommesse. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Signori racconta il ritorno in azzurro, il rapporto con Giovanni Malagò e le conseguenze di una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la sua vita.“In fondo è poi una ruota che gira: dopo anni che girava male adesso ha girato bene. Devo dire che assomiglia anche un po’ alla mia carriera: gli anni fantastici fra Foggia e Lazio, poi il buio e la rinascita a Bologna. E allora sì, diciamo che è proprio un po’ la mia terza vita”, racconta Signori, che si prepara a iniziare una nuova esperienza nel mondo federale.Il ritorno in azzurro nasce anche dall’incontro con Giovanni Malagò durante Italia-Turchia al Dall’Ara. “Io e lui abbiamo un grande rapporto da molti anni, ci siamo salutati, abbiamo fatto due chiacchiere veloci e mi ha detto: “Non ti preoccupare che poi ti chiamo”. Ecco: a volte, sa com’è, diventa un modo dire ma con Giovanni no, quel suo “ti chiamo” sapeva di concreto, di “ti chiamo” veramente. È successo e ne sono felice. Non vedo l’ora di cominciare e, in un certo senso, ricominciare in questo ruolo differente. Sono molto, molto motivato».Un’esperienza che Signori vuole mettere al servizio dei giovani calciatori. «Utilizzerei tre parole-chiave: responsabilità, passione e sacrificio. Il messaggio è raccontare la bellezza di poter indossare la maglia del proprio paese, perché ogni bambino ha quel sogno e per portare avanti quel sogno serve impegno, costanza, sacrificio e la passione, perché è quella che ti dice che fai un lavoro che adori e che va preso con estrema serietà ma anche come divertimento».L’ex bomber lavorerà insieme a Carmine Nunziata, Giovanni Galli e Ciro Immobile, con un gruppo che può mettere a disposizione dei ragazzi esperienza e conoscenze maturate nel calcio italiano. “Tutti e tre abbiamo vestito la maglia dell’Italia, insieme parliamo di più di mille presenze in Serie A, di un vissuto che può essere insegnamento”.Il racconto si sposta poi sulla vicenda giudiziaria che ha accompagnato Signori per anni. L’ex attaccante non nasconde quanto quel periodo continui a pesare, nonostante le assoluzioni ottenute nei procedimenti di Piacenza e Modena.”Ormai gli incubi fanno parte della mia vita ma almeno ora (sorride, ndr) hanno un finale molto diverso. Quando è successo tutto ho semplicemente pensato che sarebbe stato inutile piangersi addosso, serviva reagire”.Signori ricorda anche il momento dell’assoluzione con formula piena, arrivata nel febbraio 2021. “Quella parte della mia vita non la auguro a nessuno, quando nel febbraio 2021 mi hanno assolto con formula piena ho pensato che quei dieci anni nessuno me li ridarà. Ma mi hanno fortificato, reso più consapevole e fatto anche capire chi c’è stato davvero e chi no, chi è rimasto e chi a un certo punto non si è visto né sentito più”.Un periodo che ha cambiato il rapporto con molte persone, anche nel mondo del calcio. “Per educazione ho risposto anche a quelli. In tanti sparirono…”, spiega riferendosi ai messaggi ricevuti dopo l’annuncio del nuovo incarico.Il nuovo ruolo sarà anche l’occasione per trasmettere ai giovani il valore dell’impegno e della responsabilità. “Ero a Foggia e avevo prima di tutto l’attitudine a imparare. Ho letto una frase prima, che è verità assoluta e che non scade mai: il talento da solo non basta. Non basta mai. Servono sacrifici, costanza, anche rinunce, allenamenti duri. Se vuoi arrivare, poi, non ti devi sentire mai… arrivato”.Signori guarda dunque avanti, con la voglia di ripartire e di mettere la propria esperienza a disposizione della Nazionale Under 20. Un ritorno che arriva dopo una lunga battaglia personale e che, come racconta lui stesso, rappresenta una nuova vita.

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