NewsBoniface, il Milan e le etichette (fuori luogo e irrispettose)
Antonio ScadutoVictor Boniface sarà presto un nuovo giocatore del Milan. Gli facciamo i nostri più sentiti auguri, con la speranza che possa segnare, incidere, e rendere al massimo delle sue potenzialità. E ci teniamo – particolarmente – a spendere due parole su una certa linea editoriale (non facciamo nomi, tanto avete già capito) che sembra divertirsi ad affibbiare etichette ancor prima di vedere un ragazzo all’opera. Il punto è che questo giochetto si ripete, sempre con le stesse modalità, e – guarda caso – sempre con due squadre. Con una terza, invece, il tono cambia: benevolenza quasi sistematica, ogni scelta è sacra, ogni mossa legittima a prescindere. Allora viene da chiedersi: perché tutto questo veleno? A che pro? Aspettiamo di vedere Boniface sul campo, prima di giudicare. Il lavoro lo fa il Milan, Tare e tutto il resto della compagnia. Chi scrive, invece, dovrebbe farlo con cognizione di causa. Senza pregiudizi. Senza costruire narrazioni forzate. Senza sparare a zero su un ragazzo che, ad oggi, non ha ancora messo piede in Serie A ma che – suo malgrado – è già stato etichettato come “ripiego”. Ognuno è libero poi di fare come crede, per carità. Ma per quanto ci riguarda, ci vuole rispetto. Noi dovremmo – e sottolineiamo il condizionale – limitarci a raccontare i fatti, a riportare le notizie. Criticare sì, la libertà di pensiero è un qualcosa di impagabile ma la critica va mossa dopo aver visto qualcosa, qui ancora non abbiamo assistito a nulla e già stiamo (anzi, stanno) massacrando questo ragazzo.
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