NewsBubista e il miracolo Capo Verde: destinazione USA 2026
Antonio ScadutoLa prossima rassegna Mondiale, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico, vedrà tra le protagoniste anche una sorprendente outsider: Capo Verde, arcipelago africano con una popolazione che sfiora appena i 500.000 abitanti — meno degli abitanti di Genova. Un’impresa titanica, che affonda le sue radici in una lunga costruzione, fatta di passione, determinazione e un nome su tutti: Pedro Leitão Brito, meglio conosciuto come Bubista. Alla guida della Nazionale dal 2020, Bubista aveva già regalato al suo paese due storiche qualificazioni alla Coppa d’Africa, portando Capo Verde a chiudere un girone di qualificazione mondiale al secondo posto. In entrambe le edizioni della Coppa d’Africa, la squadra aveva superato la fase a gironi, e nell’ultima — in Camerun nel 2023 — ha sfiorato la semifinale, arrendendosi solo ai rigori contro il Sudafrica nei quarti di finale.
Una carriera da difensore senza grandi squilli a livello internazionale, ma da protagonista nel calcio locale: 28 presenze in Nazionale, spesso da capitano. E poi la rinascita, stavolta in panchina. Da commissario tecnico, Bubista ha riscritto la storia del calcio capoverdiano. Dal 2020 ad oggi ha guidato la selezione maggiore in 57 partite, con una media punti di 1.67: 27 vittorie, 13 pareggi e 17 sconfitte, di cui 6 soltanto in amichevole. I risultati parlano chiaro: ottavi di finale alla Coppa d’Africa 2021, quarti nel 2023, secondo posto nel girone di qualificazione al Mondiale alle spalle della Nigeria. E adesso, la qualificazione al Mondiale del 2026. L’unica ombra resta la mancata qualificazione alla Coppa d’Africa in programma a dicembre, ma è un dettaglio nell’economia di un percorso straordinario. Bubista è un personaggio fuori dagli schemi. Ex controllore del traffico aereo, ha trasformato la sua passione per la tattica in una carriera da allenatore, grazie a un corso promosso dalla FIFA. Nel 2013, ricevette un invito speciale: José Mourinho lo volle a Valdebebas, per osservare un allenamento del Real Madrid. “Per capire come si gestisce un sogno”, gli disse lo Special One. Quel sogno, oggi, è diventato realtà. E porta il nome di Capo Verde.
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