NewsCapello: «Il Bologna ha vinto con merito. Milan con poca personalità»
Antonio ScadutoFabio Capello ha parlato a La Gazzetta dello Sport dopo la finale di Coppa Italia, vinta dal Bologna per 1-0 contro il Milan.
Queste le sue parole: “Bologna merita la Coppa, anche se a essere onesti la partita di Roma non è stato un bello spot per il calcio italiano. La gara non mi è piaciuta, i rossoblù hanno trovato il guizzo vincente con Dan Ndoye – giocatore importante, oltre che generoso -, ma altre volte in stagione mi avevano divertito di più. Ci sta, in una finale tutto diventa più complicato. Ma il Bologna il suo gol l’ha fatto, pur senza creare chissà che, e poi l’ha difeso bene. Nel mirino finisce, invece, inevitabilmente la prestazione del Milan. Che dire della squadra di Sergio Conceiçao? Se si eccettua qualche spunto di Rafa Leao nel primo tempo, i rossoneri non hanno fatto nulla, zero. Di occasioni vere, il Milan ne ha avuta una: all’inizio con quella carambola tra Beukema-Skorupski-Jovic. Poi praticamente niente. Quando è andato sotto, Conceiçao ha provato a mettere in campo più attaccanti possibile, ma Italiano ha imparato bene la lezione delle finali perse alla guida della Fiorentina e ha chiuso gli spazi in difesa, concedendo pochissimo all’avversario. Sparito Leao, gli unici sussulti sono arrivati da Chukwueze nel finale (sarebbe potuto entrare prima? Col senno di poi…). Troppo poco in una finale che arrivava dopo una stagione decisamente deludente”.
Poi ha proseguito: “Il Milan è drammaticamente senza un gioco collaudato. Per larga parte della partita, i difensori hanno continuato a palleggiare basso con Maignan, senza nessuno che si prendesse la responsabilità del lancio o della giocata. Ma si può condurre così una finale? A mio avviso no. E al di là di Conceiçao, va detto come i calciatori abbiano dimostrato ancora una volta di avere poca personalità. La sconfitta è la logica conseguenza”.
Infine: “A godere è dunque il Bologna, che dà continuità al “miracolo” sportivo della scorsa annata. Ma, in realtà, il termine miracolo non è nemmeno corretto. Perché quando lavori bene, raccogli semplicemente i frutti. Come abbiamo detto prima, la serata dell’Olimpico è solamente il coronamento dell’opera della società rossoblù, portata avanti almeno da due anni a questa parte. Prima di tutto con la scelta di alcuni giocatori (abbiamo parlato di Ndoye, ma anche se ieri non ha brillato particolarmente, quanto mi piace Orsolini…), poi con quella di Italiano per il dopo Motta. Non era facile, perché nell’idea di molti il 2023-24 del Bologna non era assolutamente replicabile, quasi fosse stato una pura casualità. E invece, eccoci qua. Con una coppa in più in bacheca, al termine di un campionato vissuto da mesi in alta quota e ancora da concludere. Complimenti davvero di cuore”.
Mostra i commenti
Caricamento…