Chivu, dal podio al patibolo in 180 minuti
Antonio ScadutoCristian Chivu era un genio dopo la vittoria contro il Torino. “Si vede la mano di Chivu”, dicevano. Poi ha perso due partite — e improvvisamente è diventato un incapace, un mezzo dilettante. Non proprio “un brocco”, certo, ma il concetto era quello. Cerchiamo di fare ordine tra l’entusiasmo e il linciaggio, due sport nei quali noi italiani eccelliamo più del calcio stesso. Che Chivu non fosse (ancora) pronto per guidare l’Inter lo pensavano in molti. Tranne l’Inter stessa, evidentemente. Parliamoci chiaro: dodici presenze da allenatore in Serie A sono un bel biglietto da visita… per il museo, non per la panchina dell’Inter. Con tutto il rispetto per le idee, la visione, la carriera da calciatore – che nessuno discute – affidargli una squadra di questo livello è stato un salto nel vuoto. Un volo pindarico, senza paracadute. Anche lui avrebbe potuto rifletterci due volte. Ma quando ti passa il treno Inter, non è che ti metti a contrattare sull’orario: ci sali, e basta. Il problema è che il treno, ora, sembra deragliare. Tre giornate, sei gol subiti, due sconfitte e una sola vittoria. No, non è un cataclisma, e il campionato è ancora lungo – ma nemmeno un bel biglietto da visita per il futuro. L’Inter vista finora è una squadra senza identità, scollegata, mentalmente assente. E purtroppo, quando una squadra non ha né idee né anima, il primo indiziato è sempre l’allenatore. Anche la comunicazione zoppica, perchè dire che “hai dominato contro la Juventus” è un’operazione di narrativa creativa: semmai hai dominato il secondo tempo, ma alla fine hai comunque perso e torni a casa con un pugno di mosche in mano. E quando subisci quattro gol, “dominare” suona un po’ fuori luogo. Magari dici che è stata equilibrata, questo sì. Nel frattempo, c’è chi già scrive di esonero. Facile, no? Titolo ad effetto, zero fonti, mille click. Ma ad oggi, possiamo dirlo con chiarezza: l’Inter non sta valutando il cambio di allenatore. Fiducia a Chivu, totale. Per ora. Certo, se l’andazzo dovesse continuare così, le valutazioni arriveranno – com’è giusto che sia.
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