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NewsChivu: “La chiamata dell’Inter mi ha sorpreso, sento una grande responsabilità. Darò tutto quello che ho“

domenica 15 giugno 2025 alle ore 00:10di Antonio Scaduto4 min di lettura

Chivu: “La chiamata dell’Inter mi ha sorpreso, sento una grande responsabilità. Darò tutto quello che ho“Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 15 giugno 2025 alle ore 00:10 · NewsAltre notizie

Direttamente da Los Angeles si è presentato Cristian Chivu, nuovo allenatore dell’Inter. Di seguito le sue parole:

“L’allenatore dell’Inter l’avevo già fatto anche se nel settore giovanile. L’orgoglio e la responsabilità che ti dà e il nome di questa società ti fa avere sempre qualcosa di speciale, anche se si tratta solo del settore giovanile. Voglio portare avanti questo senso di responsabilità che ho avuto il primo giorno che Ausilio mi portò ad Appiano, quando sono arrivato all’Inter da giocatore, ma anche quando ho iniziato con l’under 14 da allenatore. Il senso di responsabilità mi accompagna in questa società da un bel po’.”

Ha ricevuto messaggi dai compagni dell’Inter del Triplete?

“Abbiamo la chat, siamo compagni per la vita. Oggi ho visto Maicon e mi ha fattopiacere e ho ricevuto messaggi speciali che tengo per me. Mi fa piacere avere il loro sostegno.”

L’Inter ha avuto coraggio a sceglierla?

“Coraggio è anche il mio di essere qui, allenatore di una delle squadre più forti in Europa. Bisogna portare avanti quello che di buono è stato fatto e accettare che nel calcio si vince e si perde. L’importante è fare le cose bene.”

Quanto conta fare bene subito al Mondiale per club?

“E’ un nuovo vecchio progetto perché bisogna portare avanti quello che è stato fatto finora, l’asticella è stata alzata negli ultimi anni e bisogna continuare su questa linea con fiducia e autostima per mantenerla lì.”

Come ti approccerai al Mondiale per club?

“Sarà un onore partecipare, è una competizione nuova, non sarà semplice ma siamo qui a fare del nostro meglio.”

Come hai fatto a preparare tutto in così poco tempo?

“Conosco questo club da tanto, so cosa possono dare i giocatori. Alcuni saranno delusi dal finale della scorsa stagione ma hanno fatto un percorso fantastico.”

Parliamo del futuro e di Mkhitaryan 

“La domanda è sbagliata, non è una questione di età ma di qualità. L’età non conta se la motivazione è intatta. In questi giorni ho visto che ce l’ha e per me conta questo.”

Sei preoccupato per l’esordio?

“Abbiamo iniziato a prepararci, rispettiamo tutti gli avversari, qui giocano le 32 migliori squadre al mondo.”

Ci racconta i giorni dell’arrivo all’Inter? Ha sentito Simone Inzaghi?

“Per me è stato una sorpresa, la mia intenzione era continuare a Parma. Quando l’Inter ha chiamato ho chiesto loro di chiamare Cherubini per chiedere il permesso, poi ovvio che se chiama l’Inter è motivo di orgoglio e un onore per quello che ha rappresentato. Con Simone ho un bel rapporto, l’ho chiamato prima che mi chiamasse l’Inter quando ho saputo che non continuava con l’Inter, poi non l’ho più sentito.”

Come si fa a ricaricare i giocatori dopo il finale della scorsa stagione?

“Non dimentichiamo il percorso fatto, non si valuta il valore di una squadra per non aver alzato il trofeo dopo essere arrivata in fondo. Il dovere di una squadra è provarci fino in fondo, poi si vince e si perde. Per me non è una stagione fallimentare, pensiamo a quando ha eliminato Bayer e Barcellona, cosa si diceva dell’Inter. Il fallimento non esiste nel calcio, esiste solo quando si guardano scuse e alibi. Non mi è sembrata proprio una squadra che cerca colpevoli.”

Cosa pensa di Torrain, ex assistente di Guardiola?

“Non lo conosco bene ma rispetto lui come tutti gli allenatori, non è un lavoro facile.”

Avete già parlato di obiettivi con la società?

“Siamo ancora presenti in una competizione e siamo qui per onorarla e aggiungere qualcosa di importante.”

E’ uno stimolo sfidare allenatori che hanno già vinto tanti scudetti come Allegri, Conte o Sarri

“Ripeto: la stagione non è ancora finita, ora voglio far ritrovare autostima ed energia a questi ragazzi meravigliosi, del futuro parleremo dopo.”

Cosa può dare Chivu all’Inter?

“Dal punto di vista umano darò tutto quello che ho. Ho rispetto, riconoscenza, interismo. Perché questa società mi è rimasta nel cuore e mi ha fatto innamorare. Dal punto di vista professionale direte voi se sono bravo o no.”

Come si fa a far assorbire il colpo della finale persa? E ha sentito Mourinho?

“Perdere una finale di Champions fa male. Anch’io prima di quella del 2010 pensavo ‘e se la perdo?’. Ma ai ragazzi ho detto di concentrarsi sul percorso che hanno fatto, l’Inter ha l’obbligo di ambire a cose importanti. Mourinho l’ho sentito al telefono, abbiamo parlato.”

Cosa pensi del Monterrey e dei club messicani?

“Ho molto rispetto per il calcio messicano, ha fatto grandi investimenti su giocatori giovani e anche più esperti. Ovunque gli standard sono alti.”

Al Mondiale per Club con 7 partite si arriva in finale: come si approccia questa competizione?

“Le competizioni internazionali hanno sempre il loro fascino perché c’è tanta imprevedibilità e si affrontano squadra più spensierate. La nostra squadra ha una certa esperienza, è arrivata in fondo alle competizioni europee negli ultimi anni.”

Che impressione ha avuto al debutto in A con il Parma l’anno scorso?

“Ho provato a dare il meglio per raggiungere un obiettivo, che era la salvezza. E’ stato bello e intenso, nelle difficoltà impari a non lamentarti, tappare i buchi e andare avanti, perché questo fa un allenatore, altrimenti sarebbe troppo facile stare in poltrona.”

Ha studiato il Monterrey?

“Fa un gioco propositivo, verticale, con qualità dei giocatori.”

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