Chivu: “Siamo pronti. Akanji è un valore aggiunto. Non guardo al passato, pensiamo a lavorare per crescere“ Sulla Juventus…
Antonio ScadutoIn vista della 3ª giornata di Serie A, il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu ha presentato, in conferenza stampa, la prossima gara tra i nerazzurri e Juventus.
Queste le sue parole: “Quelli che erano qui con noi hanno lavorato bene in due settimane. Gli altri sono stati in nazionale, sappiamo che quello ti dà qualcosa perché ritrovi i compagni che parlano la tua lingua e ti permette di staccare un po’. Oggi è il primo giorno che abbiamo il gruppo a disposizione, l’importante è che stiano tutti bene e tutti sono pronti per questa partita. Siamo solo alla terza giornata, non bisogna caricarla più di tanto, anche perché le due squadre coinvolte sono consapevoli dell’importanza che rappresenta il Derby d’Italia. Bisogna avere l’energia giusta, la serenità giusta e la mentalità per capire i momenti, quello che la partita sarà. Io non ho parlato di ‘difettucci’, ma di certezze che questa squadra ha. Ho detto di voler togliere qualcosina che non mi era piaciuto. Ma devo essere coerente, avere l’intelligenza di capire quello che questa squadra sa fare e quello che potrebbe fare senza perdere alcune certezze. Non sono qui per stravolgere tutto, anche perché è impossibile farlo. È una squadra questa che è sempre stata ai vertici in Italia e in Europa negli ultimi anni, bisogna solo aggiungere qualcosina per ritrovare fiducia e passione, l’energia giusta per portare avanti una stagione importante. Noi abbiamo un’identità e cerchiamo di portare avanti un lavoro, poi bisogna capire in quali momenti puoi fare delle cose e in quali no. Il piano della gara in un tot di tempo può essere stravolto e devi trovare soluzioni per reggere l’impatto, l’urto della partita. Noi andiamo sempre in campo per fare la partita, per trovare la miglior versione di ciò che si ha per essere dominanti e cercare di ottenere un risultato. Non credo sia importante come siamo arrivati a questo, ma l’importante è averlo fatto. La partenza di Pavard? Non è importante come siamo arrivati a questo cambio, l’importante è che sia stato fatto. Akanji è un giocatore importante, doveva venire già qui prima di arrivare al City. È un giocatore di spessore, è un valore aggiunto per il nostro gruppo come tutti gli altri. Sono molto contento dei giocatori che ho, sono strafelice della rosa perché per me questi giocatori sono i migliori in circolazione. Abbiamo anche trovato gioventù e spensieratezza con gli acquisti fatti, alzando il livello generale. Per me Akanji è pronto per giocare. Noi siamo consapevoli di quello che è l’andamento di una stagione. Vincere o perdere all’inizio non conta niente, è una maratona di 38 giornate. Non porto statistiche perché guardo solo al presente, per migliorare il domani. Siamo consapevoli di quanto sia importante la partita di domani, ma non cambia il nostro valore e la lunga percorrenza della stagione. Delle volte bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, c’è solo una via nello sport in generale: imparare dalle sconfitte e dagli errori. Solo così si può crescere. Tudor sta facendo un grande lavoro e l’anno scorso ha raggiunto l’obiettivo. Sono a punteggio pieno, la Juventus ha un’identità chiara: parliamo di una squadra forte e che si è rinforzata sul mercato. Hanno ritrovato Bremer in difesa, questo gli dà tanto. Non possiamo paragonare quella partita con questa, l’Inter ha obiettivi diversi e cerca di essere sempre dominante. Sappiamo che le aspettative su gioco e risultato qui sono altissime, anche se non dobbiamo avere pressioni extra che possono condizionarci. Mi affido all’orgoglio dei campioni e a quello che sappiamo fare, trovando stimoli giusti in una partita in cui questo può valere più di ogni altra cosa. È un processo continuo. Sono sempre quelle cose a fare la differenza. Non è semplice, il cervello cerca di farti brutti scherzi perché si allontana dalla fatica e dalla routine che ti potrebbe poi togliere qualcosina. È un processo continuo, che dura una stagione intera: bisogna essere bravi tutti i giorni a svegliarsi trovando stimoli per migliorare se stessi e la squadra. Questo vale per lo staff, quanto anche per i giocatori. Ogni domenica me lo chiedete, basta (ride). La vivo serenamente, so che lo spreco di energie può danneggiare la lucidità. Sia da giocatore che da allenatore sono consapevole di quello che sto facendo e di quello che ho fatto. Il resto è tutto spreco di energie che non fanno mai bene, perché se inizio a vedere i fantasmi e cose che non hanno a che fare con la mia lucidità fisica e mentale potrei far danni. Ora riposo molto meglio di quanto facessi da calciatore. Ho un modo di lavorare e parlare con i miei giocatori, so quello che possono dare e il loro potenziale. Ho lavorato con Calhanoglu per un mese, il ragazzo è sempre motivato. Non è un problema. Tutti dimenticano che è stato fuori per due mesi e mezzo, ha avuto un’estate non troppo serena. Ha scelto di restare ed è pronto ad aiutarci. Bisseck è stato criticato perché è facile criticare e creare un’opinione su un giocatore che non ha mai avuto la continuità. Farà errori anche in futuro, ma ne abbiamo bisogno. Ha avuto un infortunio serio, è stato fuori tre mesi, ma era importante farlo giocare per le rotazioni. Inter sempre prova a essere dominante, le aspettative sono molto alte sia per il gioco che per i risultati. Tuttavia, non dobbiamo avere pressioni extra e rimanere mentalmente lucidi. Mi affido all’orgoglio dei miei campioni e che trovino la giusta motivazione. Oggi è il primo giorno che abbiamo tutti a disposizione. L’importante è che siano tutti bene e tutti pronti per questa partita.”
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