Edizione di martedì 27 ottobre 2026Aggiornato alle 00:15

martedì 27 ottobre 2026 ore 09:01

Il calcio a 360 gradi

juventusmilaninternapoliromalazioatalantafiorentinatorinobolognagenoacagliariudineselecceveronacomoparmasassuolopisacremonesesampdoriapalermoveneziamonzaempoli
LIVE

Claudio Chiellini: “Da Yildiz a Miretti, la Next Gen dà credibilità internazionale alla Juventus”

venerdì 5 settembre 2025 alle ore 14:20di Antonio Scaduto4 min di lettura

Claudio Chiellini: “Da Yildiz a Miretti, la Next Gen dà credibilità internazionale alla Juventus”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutovenerdì 5 settembre 2025 alle ore 14:20 · UncategorizedAltre notizie

Il direttore della Juventus Next Gen Claudio Chiellini ai microfoni di Sky Sport ha parlato del progetto della Next Gen che sforna talenti pronti per la Prima squadra: “Vedendo i risultati avuti, specialmente negli ultimi tre-quattro anni, c’è orgoglio per questo progetto, per com’è nato e si è sviluppato. Noi l’abbiamo pensato ben prima del 2018, perché già dal 2015 abbiamo cominciato in estate a richiamare i calciatori in prestito che tornavano dalle varie squadre, i calciatori che uscivano dalla Primavera: formavamo un gruppo di giocatori che si allenava come una vera e propria squadra, con uno staff, con un allenatore, e organizzavamo anche amichevoli contro le altre squadre di Serie B e Serie C. Questo è un progetto che nasce da lontano, che si è sviluppato ed è cambiato nel tempo. Nei primi due o tre anni l’obiettivo principale della seconda squadra, oltre a far crescere i giovani, era anche quello di provare a salire di categoria. L’arrivo in prima squadra era in quel momento un’utopia, sia per la composizione della rosa della prima squadra, sia per gli obiettivi che aveva la Juventus nella stagione 2018/19, l’estate dell’arrivo di Ronaldo. Negli ultimi anni invece è cambiato proprio l’obiettivo, cioè quello di far crescere internamente i giocatori e farli arrivare in prima squadra. Lo abbiamo fatto con tantissimi calciatori in questi anni e continueremo a farlo.”

Sul numero di esordi in prima squadra e il cambiamento di focus: “Fin dall’inizio ci sono stati degli esordi, molti dei quali nelle partite finali delle stagioni, quando il risultato contava meno perché magari l’obiettivo era già stato raggiunto. Da quando la denominazione è passata da Juventus Under 23 a Juventus Next Gen, questo è invece il focus principale: prima solo Frabotta, tra tutti quelli che avevano esordito, aveva avuto un minutaggio discreto, mentre dalla stagione successiva con la famosa conferenza stampa con Federico Cherubini, Fabio Miretti, Matias Soulé, Nicolò Fagioli e Maurizio Arrivabene, ogni anno almeno tre o quattro giocatori sono entrati in pianta stabile in prima squadra, giocando partite importanti e dando il loro contributo. Tuttora il numero 10 della Juventus è Kenan Yildiz, che era il numero 10 della seconda squadra due anni fa. E anche i risultati della scorsa stagione con Savona, con Mbangula, con Kenan, ci danno grandi soddisfazioni e dimostrano che il progetto sta continuando. Anche con allenatori diversi, con dirigenze diverse, il progetto è sempre continuato.”

Sul percorso dei giocatori e il paragone con Harvard e la Masia: “Non è facile fare nomi, ma mi vengono in mente quei ragazzi che sono cresciuti con noi fin dall’attività di base: penso a Miretti, Savona, Nicolussi Caviglia o Fagioli, che è arrivato qui a 14 anni. Facevamo qualche giorno fa una riflessione: abbiamo circa 15 ragazzi che sono passati da qui e nella prossima stagione giocheranno le competizioni europee, tra Champions, Europa e Conference League. Per noi è un vanto, siamo contenti del percorso che stanno facendo i nostri calciatori, rimarranno sempre dei ragazzi cresciuti nella Next Gen. Io faccio sempre questo esempio: a livello accademico le persone che studiano ad Harvard nel corso della loro vita avranno sempre addosso il ‘bollino’ di aver studiato ad Harvard. Noi stiamo costruendo qualcosa del genere a livello calcistico, come è stato bravo il Barcellona a lavorare con la Masia, penso che negli ultimi anni siamo stati bravi a costruire qualcosa di simile qui. Saranno ragazzi che passeranno la loro carriera alla Juventus o in altre parti d’Italia e d’Europa, ma rimarranno sempre ragazzi cresciuti nel nostro settore giovanile“.

Sul legame umano e il senso di appartenenza: “I ragazzi rimangono sempre legati a questo ambiente, anche quando approdano in prima squadra. Il rapporto con allenatori, staff e medici rimane saldo nel tempo. La Next Gen non forma solo calciatori, ma anche persone consapevoli, mantenendo un forte senso di appartenenza e continuità. È questa la vera forza della Vecchia Signora.”

Sul vantaggio competitivo delle seconde squadre per attrarre talenti esteri: “All’estero le seconde squadre sono la normalità. Per chi gioca all’estero è naturale sapere che arrivare alla Juventus significa concretamente fare un percorso interno che può portarli fino alla prima squadra, passando per la Next Gen. Questo oggi ci dà una grande credibilità a livello internazionale.”

Sul caso di Adzic e il percorso in Next Gen: “C’è il calciatore come Adzic che già giocava con i ‘grandi’ e quindi oggi il suo percorso in Next Gen è stato fatto per dargli la possibilità di trovare continuità in Italia.”

Sulla stagione in corso e il tecnico Massimo Brambilla: “Siamo contenti di aver continuato con il mister.”

Mostra i commenti

Caricamento…