NewsConflitto in Medio Oriente, Mancini: “Da stamattina cinque o sei alert, poco dopo sentivamo le esplosioni“
Antonio ScadutoIl conflitto in Medio Oriente si allarga e lambisce anche i volti noti del nostro calcio. Dopo l’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la controffensiva di Teheran ha scosso diversi Paesi della regione, incluso il Qatar, terra adottiva di numerosi professionisti italiani. Tra questi c’è Roberto Mancini: l’ex Ct della Nazionale, oggi alla guida dell’Al Sadd, ha vissuto un sabato di autentica paura.
Intervenuto ai microfoni del Tg1, il tecnico ha descritto i momenti concitati vissuti a Doha: “Ha iniziato a suonare l’allarme sul telefono, con scritte in arabo. Da stamattina, ne sono arrivati cinque o sei e poco dopo sentivamo le esplosioni. Eravamo a messa, sono arrivati gli alert mentre eravamo in chiesa: ci dicevano di tornare subito a casa e di restarci”.
Mancini, che nel suo staff vanta altri italiani come Massimo Maccarone e Christian Lattanzio, ha testimoniato la gravità della situazione anche sui social. Attraverso il proprio profilo Instagram, ha condiviso i video delle esplosioni avvertite distintamente a pochi chilometri dalla sua abitazione, documentando una realtà improvvisamente stravolta.
Mentre le strade della capitale diventavano deserte in pochi minuti, l’allenatore è rimasto asserragliato in casa, in attesa di un segnale di distensione che permetta il ritorno alla normalità. Il pensiero, inevitabilmente, è andato alla famiglia in Italia: “Mia madre mi ha chiamato preoccupata, ma le ho detto di stare tranquilla per il momento. Avevamo avuto segnali di un attacco al tg, visto il dispiegamento di forze armate nel Golfo. Quindi pensavamo potesse accadere qualcosa, anche se speravamo che la diplomazia potesse avere la meglio. Speriamo bene”.
FOTO: Instagram Mancini
Mostra i commenti
Caricamento…