CalciomercatoDa Kim a Icardi: il mercato degli scontenti scalda gennaio
Antonio ScadutoIl calciomercato non dorme mai. Anche quando la finestra dei trasferimenti è ufficialmente chiusa, agenti e dirigenti restano in moto, fiutando l’aria, anticipando le mosse. Siamo a metà ottobre, l’autunno è entrato nel vivo e la seconda sosta per le Nazionali è ormai agli sgoccioli. È già tempo di bilanci: due mesi di stagione alle spalle iniziano a restituire le prime certezze, ma anche molte ombre da rischiarare. E allora si valuta, si analizza, si prevede. Le società iniziano a lavorare sulle possibili carenze da colmare a gennaio, mentre dall’altra parte della barricata ci sono i calciatori – e i loro agenti – che iniziano a interrogarsi sulla propria situazione, fiutando l’eventualità di un riposizionamento nel mercato invernale. È proprio in queste settimane che iniziano a emergere i primi malumori. C’è chi gioca poco, chi si sente messo da parte, chi crede di meritare palcoscenici migliori. E le società, soprattutto quelle italiane, restano in ascolto. La Serie A, sempre più a caccia di intuizioni e occasioni low cost, guarda con attenzione al fronte degli scontenti d’Europa. Occasioni da cogliere al volo, potenziali colpi a cifre contenute. Tra i nomi che già circolano con insistenza, spiccano quelli di Kim Min-jae, Milan Skriniar, Kobbie Mainoo, Joshua Zirkzee e Mauro Icardi. Kim Min-jae, ex colonna del Napoli di Spalletti campione d’Italia, è uno dei primi nomi a finire sotto i riflettori. Passato al Bayern Monaco nell’estate 2023 per oltre 50 milioni di euro, il centrale sudcoreano sta vivendo un avvio di stagione da dimenticare. Solo sei presenze, poco più di 300 minuti in campo: numeri impietosi per uno che con la maglia azzurra era diventato uno dei difensori più affidabili d’Europa. Con Vincent Kompany in panchina, Kim sembra finito ai margini. E l’idea di cambiare aria inizia a farsi largo. In Italia gli estimatori non mancano e in molti sarebbero pronti ad accoglierlo a braccia aperte. Situazione completamente diversa per Milan Skriniar. L’ex Inter gioca eccome: titolare fisso al Fenerbahçe, dove è arrivato sull’onda dell’entusiasmo per la presenza di José Mourinho, il difensore slovacco non è fuori dal progetto tecnico. Tutt’altro. Ma il nodo non è l’impiego, è l’ambizione. Skriniar ritiene di valere di più del campionato turco e della piazza di Istanbul. L’addio di Mourinho ha tolto a Skriniar anche il principale punto di riferimento. E ora, in vista di gennaio, l’idea di un ritorno in Serie A o di un approdo in un campionato più competitivo lo stuzzica parecchio.
Chi invece scontento lo è da tempo è Kobbie Mainoo. Il giovane centrocampista del Manchester United aveva già manifestato ad agosto il desiderio di cambiare aria, ma il tecnico Rúben Amorim lo ha trattenuto con la promessa di più spazio: “Voglio che Kobbie resti con noi e lotti per il posto”, aveva dichiarato. Ma la realtà è ben diversa. Solo 203 minuti in campo, zero coppe da giocare, concorrenza alta. Troppo poco per un talento che vuole crescere. Il Napoli, già a fine estate, aveva fatto un tentativo. Chissà che l’interesse non possa riaccendersi. Discorso simile per Joshua Zirkzee. L’olandese, dopo l’ottima stagione al Bologna, sperava in un salto definitivo. Il trasferimento al Manchester United sembrava poter essere l’occasione giusta. Ma anche qui, la musica non è cambiata. Anzi, forse è peggiorata. Appena 82 minuti in campo in due mesi: meno di una partita intera. E ora, con Benjamin Sesko sempre più protagonista, lo spazio per Zirkzee sembra destinato a ridursi ancora. A gennaio, l’addio sembra ormai inevitabile. Infine, c’è il caso Mauro Icardi. Capitano e leader del Galatasaray, rientrato da un grave infortunio al crociato, l’argentino è rientrato in campo con fame e determinazione. Ma davanti c’è un certo Victor Osimhen, e anche per un bomber navigato come Icardi, lo spazio potrebbe presto ridursi. Al momento non ci sono segnali di malcontento veri e propri, ma la situazione potrebbe cambiare in fretta, anche perché il suo contratto è in scadenza a giugno. E in Europa, tanti club cercano un attaccante di razza per rinforzarsi a gennaio.
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