NewsDavid: “Il campionato italiano è molto diverso da quello francese, molto più tattico. La Juventus è un grande club e avevo voglia di affrontare questa sfida. Su Tudor…”
Antonio ScadutoNel giorno della sua presentazione ufficiale come nuovo attaccante della Juventus, Jonathan David ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da bianconero, mostrando entusiasmo e consapevolezza per la nuova avventura. “Negli ultimi anni ho cercato continuità nel mio percorso. Il campionato italiano è molto diverso da quello francese, più tattico e con una grande attenzione alla fase difensiva. È una sfida per chiunque, e questo mi stimola”, ha esordito l’ex Lille, sottolineando la sua voglia di confrontarsi con la Serie A. Sul fascino della Juventus, il canadese non ha nascosto la sua ammirazione: “Questo club ha avuto tantissimi campioni, vere e proprie leggende. Penso a Cristiano Ronaldo, Dybala, Del Piero, Trezeguet… ce ne sono così tanti che è difficile citarli tutti”. Parlando della scelta di approdare a Torino, ha aggiunto: “Ogni campionato ha le sue sfide. Scegliendo la Juventus, è arrivata anche la possibilità di confrontarmi con la Serie A”.
David ha poi aperto una finestra sul suo passato e sulle motivazioni che lo hanno portato al calcio: “Ho iniziato a giocare a calcio perché mio padre lo praticava. In Canada ci sono molti sport, ma io mi sono appassionato subito al calcio. È anche molto popolare nella mia famiglia, che viene da Haiti”. Parlando dei suoi idoli d’infanzia, ha rivelato: “Da bambino ammiravo tanti attaccanti, ma su tutti Drogba ed Eto’o. Erano diversi tra loro ma mi piaceva molto il loro stile di gioco. Oggi ci sono ancora tantissimi attaccanti fortissimi da cui imparare”. Sul piano personale, il numero 30 scelto per la maglia ha un significato speciale: “Ho scelto il 30 perché è il giorno del compleanno di mio padre. È un omaggio importante per me e un bel messaggio da trasmettere”.
David ha parlato degli obiettivi stagionali e del suo approccio alla Juventus: “Tutti da piccoli avevamo grandi sogni, ma molti si fermavano solo al gioco. La mia carriera non è frutto solo del talento: credo molto in ciò che faccio, sono una persona di fede. Per diventare professionisti servono dedizione, sacrificio e spiritualità”. Sul soprannome “Iceman”, ha sorriso: “Funziona bene. Sono freddo, calmo nei momenti decisivi. Questa caratteristica mi aiuterà, soprattutto quando ci sarà pressione o servirà lucidità nell’ultimo passaggio”. Sul suo ruolo in squadra, ha chiarito: “Non esiste una garanzia di essere titolare in una squadra come la Juve. Qui bisogna guadagnarsi tutto sul campo. Non mi aspetto di partire sempre dall’inizio, ma darò il massimo per farmi trovare pronto ogni volta”. Infine, uno sguardo al futuro: “Sono arrivato consapevole delle aspettative che comporta indossare questa maglia. Mentalmente sono pronto e voglio dimostrarlo ogni giorno”.
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