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NewsDovbyk: “In Italia non avete visto la mia versione migliore. Qui sto ritrovando l’emozione”

venerdì 14 agosto 2026 alle ore 15:47di Antonio Scaduto2 min di lettura

Dovbyk: “In Italia non avete visto la mia versione migliore. Qui sto ritrovando l’emozione”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutovenerdì 14 agosto 2026 alle ore 15:47 · NewsAltre notizie

Artem Dovbyk vuole rilanciarsi dopo i tanti problemi fisici e le due stagioni, non esaltanti, alla Roma. L’ucraino ha accettato l’offerta del Bologna e ha detto di aver ritrovato l’emozione che tanto gli mancava. Le sue parole a La Repubblica.

Sul suo stato di forma: “Fisicamente ora sto bene, inizia una nuova sfida per la mia carriera, a Bologna mi sono sentito accolto da un gruppo forte, una famiglia”.

Sulla scelta del Bologna: “In Italia ancora non avete visto la mia migliore versione, ma spero e credo presto la riuscirò a mostrare anche qui, ora sento di poter tornare a divertirmi col calcio. Quando la gente crede in te, è tutto diverso. Qui sto ritrovando quell’emozione, per il Bologna mi sento importante. Voglio godermela e ripagare di questo il club e i miei nuovi compagni”.

Su cosa non ha funzionato alla Roma e l’ipotesi, sfumata, Milan: “La scorsa stagione è stata difficile, per l’infortunio, certo, ma quello è arrivato dopo. Finito il ritiro la Roma mi ha detto di andare altrove a cercare minuti, ma non c’è stato tempo. Sono stato molto vicino al Milan, ma mancavano tre giorni alla fine del mercato e non ci fu tempo. Sono rimasto, provando a convincere l’allenatore di meritare più spazio, ma ho iniziato la stagione giocando poco e mi hanno fatto capire che sarei stato l’attaccante di riserva. Mi stavo preparando per un’annata lunga, da protagonista, ed è stato difficile realizzare che così non sarebbe stato. Giocavo sempre meno e non mi divertivo più. Poi mi sono infortunato. Insomma, è capitato di tutto e ora voglio solo giocare e godermi il campo”.

Sulle difficoltà trovate a Roma: “Anche a Roma c’erano giocatori fantastici nel ruolo, come Dybala, Soulé, El Sharaawy. Ma giocare là è diverso, c’è tanta pressione, l’errore non è un’opzione. Magari in una partita mi capitava una sola occasione, e se non la segnavo era finita. Sono passati tanti allenatori, e pure nel club è cambiato molto e dal campo per me era difficile capire tutto questo. Diversi di noi non hanno potuto dare il meglio. Persino uno come Dybala ha avuto difficoltà”.

Sul contatto col Bologna già anni fa: “Mi chiamò Marco Di Vaio già quattro anni fa. Giocavo a Dnipro, mi voleva al Bologna, ci parlammo due o tre volte per discuterne. Ma spendere tanti soldi per un attaccante sconosciuto che aveva giocato solo in Ucraina era troppo rischioso per i rossoblù, allora, e non se ne fece nulla. Il Girona si prese quel rischio e ha funzionato. Questa estate mi sono risentito con Di Vaio e con Tedesco, gli ho semplicemente detto: se mi volete, se siete convinti di me, in un club come il Bologna io vengo. Ha giocato due anni in Europa, vinto la Coppa Italia, fatto cinque o sei stagioni a grandi livelli, per me era un’ottima opzione”.

Foto: Instagram Bologna

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