CalciomercatoEsposito, l’adeguamento a Cagliari e i troppi megafoni. Quella strana “televendita” che fa solo danni
Antonio ScadutoSebastiano Esposito è un bravo ragazzo, oltre che un ottimo attaccante, e l’adeguamento contrattuale a Cagliari lo merita tutto. Tuttavia, la sua gestione richiederebbe probabilmente un pizzico di riservatezza in più. Nelle ultime ore il presidente Giulini ha dovuto precisare alcuni passaggi, complice una tempesta mediatica decisamente sproporzionata. Solo pochi giorni fa, nell’arco di appena tre o quattro ore, sono emersi contemporaneamente tre o quattro presunti portavoce: figure pronte a diffondere la voce che il giocatore stesse valutando di allenarsi separatamente a causa delle promesse non mantenute sul rinnovo. Un tam-tam mediatico che si è rivelato un boomerang, specie perché i dettagli economici sono finiti in piazza quasi fossimo in una televendita. L’effetto è lo stesso di uno studente che si fa raccomandare da troppi amici prima di un esame: il rischio concreto è che il professore si indispettisca e lo bocci… Una dinamica che ricorda da vicino il tormentone di Gianluca Mancini, accostato all’Inter proprio mentre decideva il prolungamento con la Roma. O ancora il caso di Alessandro Buongiorno, spedito virtualmente ai nerazzurri per una notte quando l’accordo con il Napoli era ormai blindato. Esposito ha tutto il diritto di far valere le proprie ragioni, ma dovrebbe farlo senza l’ausilio di troppi megafoni: questi intermediari della comunicazione rischiano solo di fare danni. In questo scenario da mercato-spettacolo, per completare il quadro, manca ormai soltanto il numero di telefono scorrevole in sovrimpressione…
foto sito cagliari
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