Fabregas: “Cremonese squadra difficile da affrontare. Serve la mentalità giusta. Busquets? Un amico e un grande calciatore, gli mando un grande in bocca al lupo”
Antonio ScadutoAlla vigilia della partita in programma domani alle 15:00 tra Como e Cremonese, il tecnico dei lariani, Cesc Fàbregas, ha parlato in conferenza stampa.
Queste le sue parole: “La Cremonese? È una squadra che ci crede e ha fiducia. Il mister ha le idee molto chiare fin da Empoli. È una squadra molto solida difensivamente e, quando ha l’opportunità di giocare e creare occasioni per attaccare, lo fa con determinazione e con giocatori di qualità. Bondo e Terracciano arrivano dal Milan, il che già dice molto sul mercato che hanno fatto. Vardy non ci sarà, ma resta comunque una squadra che mi piace e sarà difficile affrontarla. Rendimento e stabilità maggiori rispetto alla scorsa stagione? Sì, c’è più continuità, ma anche il lavoro e il mercato hanno fatto la loro parte. Ci sono giocatori dell’anno scorso che, dopo sei mesi, ora hanno già un anno di lavoro insieme. Giorno dopo giorno, si lavora qui con gente coinvolta nelle nostre idee, che ha un minutaggio importante. Vedo una squadra che, nei momenti in cui abbiamo dovuto cambiare, ha capito subito cosa fare. Dobbiamo finalizzare il processo di sei giorni in tre partite e continuare così. Speriamo di andare avanti con questa mentalità. Se domani non si farà bene, non servirà a niente. Serve la mentalità giusta.”
Poi ha proseguito: “C’è una difficoltà incredibile. A volte penso di mettere tutti in campo, poi guardo gli esterni e vedo che anche loro stanno facendo bene. L’altro giorno, guardando la partita di Caqueret, ho pensato che dovevo farlo giocare: si stava allenando a un livello molto alto. Perrone è il giocatore più posizionale della squadra e dà senso a quello che dobbiamo fare, anche con un passaggio in più o in meno. Da Cunha è un centrocampista puro. Se dovessero giocare tutti, io li farei giocare tutti. Però anche gli esterni stanno facendo bene e bisogna dar loro fiducia.”
Sulla partita contro la Fiorentina: “Mi sarei arrabbiato se non avessimo segnato al 94′? Sarei stato arrabbiatissimo, perché avevamo creato di più. A Bologna ero arrabbiato perché penso che non meritassimo di perdere, ma ero un po’ soddisfatto della prestazione che avevamo provato a fare. Poi, se ci provi e la palla non entra… era semplicemente uno di quei giorni.”
Infine: “Busquets? Un amico e una persona incredibile, oltre che un grande calciatore. Lo stesso vale per la sua famiglia. Penso che sia arrivato il momento giusto per lui di lasciare spazio ai più giovani. È un giocatore che ti fa innamorare: sono quei calciatori che quasi non noti in campo, ma quando non giocano ti rendi conto di quanto siano importanti. Tantissimi complimenti a lui, perché fare una carriera del genere ad alti livelli è straordinario. L’ha fatto per 11 anni consecutivi, vivendo bene, mangiando bene, dormendo bene… anche se da giovani è difficile farlo. Lui ci è riuscito in maniera incredibile. Ora vuole diventare allenatore, e gli mando un grandissimo in bocca al lupo. Un giocatore del Como che gli assomiglia? Penso possa essere Perrone: ha caratteristiche simili a quelle di Busquets. È bravissimo nel gioco corto, ma deve crescere ancora e imparare a fare anche passaggi più lunghi. Quando inizierà a guardare più lontano per fare cambi di gioco… se migliorerà in questo, entrerà in un altro mondo e raggiungerà un altro livello. È intelligentissimo, alla Busquets, e ha margini di crescita importanti.”
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