NewsFiorentina, che figuraccia: Vanoli prima bocciato e ora richiamato
Antonio ScadutoChi oggi racconta che la Fiorentina abbia contattato soltanto Paolo Vanoli per affidargli l’eredità di Fabio Grosso è lo stesso che, fino a ieri sera, non aveva visto praticamente nulla. E allora forse farebbe meglio a evitare lezioni e giudizi su una vicenda che non aveva nemmeno intuito. Il risultato è soltanto uno: confusione, rumore e opinioni costruite sul nulla. Vanoli sta per tornare alla Fiorentina. E se davvero sarà lui a raccogliere l’eredità di Grosso, ci troveremo davanti a una delle decisioni più contraddittorie degli ultimi quindici anni, almeno per quanto riguarda la gestione degli allenatori. La domanda è semplicissima: come si può spiegare una cosa del genere? La Fiorentina aveva ritenuto Vanoli non adeguato. Lo aveva considerato inferiore a Grosso. Pochi mesi dopo, lo stesso club è pronto a richiamare Vanoli perché, evidentemente, adesso considera Grosso non adeguato rispetto a Vanoli. È una contraddizione enorme. Ed è difficile chiamarla programmazione. Sembra piuttosto una società che prende decisioni, le rinnega e poi torna sui propri passi nel giro di pochissimo tempo. Senza una linea precisa, senza una visione riconoscibile e soprattutto senza la capacità di spiegare perché determinate scelte siano state fatte. E non è un problema che riguarda soltanto l’allenatore. La gestione della vicenda Kean aveva già fatto emergere limiti strategici importanti. Anche il giudizio sul mercato, inizialmente alimentato dall’entusiasmo per alcune operazioni, ha progressivamente perso consistenza. Perché un mercato non si valuta soltanto attraverso i nomi acquistati o i voti assegnati alle singole operazioni. La vera differenza la fa la gestione delle situazioni difficili. Puoi anche fare operazioni da 8 — noi, peraltro, avevamo dato valutazioni più basse — ma se poi non sei in grado di gestire i momenti delicati, quei voti contano relativamente. È proprio quando arrivano i problemi che una società deve dimostrare di avere idee, autorevolezza e una struttura capace di decidere. Ed è esattamente qui che la Fiorentina ha mostrato le proprie debolezze. Prima con Kean, poi con la gestione dell’allenatore. Due vicende diverse, ma accomunate dalla stessa sensazione: improvvisazione, superficialità e assenza di una direzione realmente credibile. E allora, prima di richiamare Vanoli, ormai prossimo al ritorno, ci sarebbe una cosa che la Fiorentina dovrebbe fare. Chiedergli pubblicamente scusa. Un comunicato ufficiale per spiegare al tecnico perché, soltanto pochi mesi fa, fosse stato ritenuto inadeguato rispetto a Grosso. E soprattutto per chiarire come sia possibile che quella valutazione sia stata completamente ribaltata in così poco tempo. Perché il problema non è cambiare idea. Cambiare idea può essere perfino un segno di intelligenza. Il problema è cambiare idea continuamente senza dare l’impressione di averne mai avuta una. E questa oggi è la fotografia più impietosa della Fiorentina.
Foto: X Fiorentina
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