NewsFiorentina, mai così male dal ’34: serve una svolta
Antonio ScadutoLa Fiorentina ha inaugurato nel peggiore dei modi una stagione che doveva rappresentare un nuovo inizio. Stefano Pioli, tornato alla guida dei viola, fatica a imprimere una chiara identità a un gruppo ancora alla ricerca di sé stesso. Dopo la sosta, servirà una reazione immediata: l’ambiente lo sa bene, la società continua a sostenere il tecnico, ma da metà ottobre in poi non saranno più ammessi passi falsi. Compattezza, spirito di squadra e consapevolezza dei propri mezzi saranno le chiavi per cambiare rotta e ritrovare equilibrio. Pioli, che con il Milan ha scritto una pagina di storia recente conquistando uno Scudetto memorabile in 240 panchine, si trova ora ad affrontare una delle sfide più complesse della sua carriera. Tre punti in classifica, nessuna vittoria all’attivo, un Gudmundsson in evidente difficoltà e una difesa che va in affanno al minimo accenno offensivo degli avversari. La fotografia del momento è tutt’altro che incoraggiante. Il centrocampo si è rivelato finora evanescente: Fagioli appare fuori fase, mentre Sohm non riesce a lasciare il segno. Anche sugli esterni la situazione non migliora: da Gosens ci si aspettava ben altro, ma il tedesco è ancora lontano dal rendimento che lo aveva reso un punto di riferimento. Un dato storico agghiacciante sottolinea ulteriormente il momento: la Fiorentina non iniziava così male dal campionato 1934/35, quando la prima vittoria arrivò soltanto alla settima giornata.
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