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George, tra sponsor e realtà: la Roma non ci ha mai creduto (e forse aveva ragione)

mercoledì 3 settembre 2025 alle ore 01:56di Antonio Scaduto2 min di lettura

George, tra sponsor e realtà: la Roma non ci ha mai creduto (e forse aveva ragione)Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomercoledì 3 settembre 2025 alle ore 01:56 · UncategorizedAltre notizie

Tyrique George è stato recensito, incensato e rilanciato come se fosse il nuovo chissà chi. E invece — spoiler — è “solo” un giovane esterno di belle speranze, con qualità interessanti, ma ben lontano dall’essere il miglior interprete del ruolo su scala mondiale. Lo hanno accostato con insistenza alla Roma, quando in realtà a Trigoria non hanno mai davvero pensato di affondare il colpo. Per due motivi, chiari e semplici. Il primo: investire 25 milioni di euro, ovvero la richiesta del Chelsea, negli ultimi giorni di mercato per poi piazzarlo in un sistema come quello di Gasperini (peraltro tutto da collaudare) sarebbe stato un salto nel vuoto. E la Roma, coi salti nel vuoto, ha già dato. Il secondo motivo, decisamente più pesante: l’operazione avrebbe coinvolto Emeka Obasi, lo stesso agente che ha letteralmente sabotato il trasferimento di Jadon Sancho alla Roma, nonostante un accordo già chiuso con il Manchester United. Prendere George da chi ti ha appena fatto saltare l’obiettivo principale? Sarebbe stato come fare autogol all’incrocio da 40 metri. Con la fascia da capitano. Negli ultimi giorni si parlava di trattativa calda con i giallorossi. Falso. O meglio, il contrario: la Roma non ha mai aperto davvero, e men che meno ha approfondito con convinzione. E quando un agente tira troppo la corda, succede che si spezzi. Com’è successo. Il Fulham, a quel punto, aveva già fatto tutto. Mancava solo il deposito del contratto. Ma non è arrivato in tempo. Morale della favola: George è rimasto al Chelsea. E la gestione dell’agente, che pensava di piazzarlo dopo aver spianato la strada (anzi: chiuso la porta) a Sancho, si è rivelata un boomerang. La strategia era chiara: puntare sul talento classe 2006 per distrarre, o forse far dimenticare, l’operazione saltata con Sancho. Solo che alla fine, a forza di tirare la trattativa fino all’ultima ora, con i Friedkin saldi sulle proprie posizioni, il destino ha voltato le spalle a George. E la corsa contro il tempo per portarlo al Fulham si è conclusa con un bel nulla di fatto.

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