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NewsIaquinta: “Prima mi chiamavano campione del mondo, oggi sono considerato un mafioso. Spalletti? Era 10 anni avanti a tutti”

giovedì 24 settembre 2026 alle ore 22:56di Antonio Scaduto2 min di lettura

Iaquinta: “Prima mi chiamavano campione del mondo, oggi sono considerato un mafioso. Spalletti? Era 10 anni avanti a tutti”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutogiovedì 24 settembre 2026 alle ore 22:56 · NewsAltre notizie

L’ex attaccante di Udinese e Juventus, Vincenzo Iaquinta, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello sport: “Con Spalletti all’Udinese avevamo un gioco spettacolare, Luciano era 10 anni avanti a tutti. Nello spogliatoio io ero il campione di braccio di ferro, battevo tutti. Un giorno si presentò lui, mi sfidò e a momenti rischia di spaccarmi il braccio. Tre secondi e via. ‘Così la smetti di fare il bischero’, mi disse. Questo è Spalletti. In campo è un martello, ma fuori sa come fare gruppo. E che partite! Io e Di Natale davanti, eravamo imprendibili. All’esordio, pronti via, faccio tripletta contro il Panathinaikos. Poi la sfida al Barcellona, insomma tante belle soddisfazioni. Quando è arrivato Antonio mi voleva tenere alla Juventus. Mi portò in ritiro e mi disse ‘Vediamo come va’. Giocavo, stavo bene. Poi ecco l’ennesimo infortunio. Conte mi chiamava ogni giorno per sapere come stessi, sperava in un mio ritorno. Dopo l’ultimo stop s’è dovuto arrendere pure lui. Non aver giocato per lui resta un rimpianto che mi porto dentro. Prima mi chiamavano campione del mondo, oggi sono considerato un mafioso. È un accanimento incredibile. Paghiamo per il cognome, non per altro. È davvero triste. Io ho giocato 15 anni ad alti livelli, fatto una tripletta in Champions League e ho vinto i Mondiali, eppure il mio nome viene associato all’ndrangheta per un’accusa infame. Siamo entrati in un vortice più grosso di noi, da cui veniamo risucchiati a ogni sconfitta. Mio padre Giuseppe finiranno per ammazzarmelo in carcere. Ci hanno gettato addosso una quantità immensa di fango. Una volta che scivoli nelle sabbie mobili, è difficile uscirne. Ho fiducia nella giustizia, ma così è dura. Lotterò per dimostrare la sua innocenza. È la battaglia della mia vita. Noi con la mafia non c’entriamo nulla, ci fa schifo”.
foto insta iaquinta

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