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NewsIl Derby dice Roma, ma soprattutto Svilar: cinque miracoli per tenere a galla i giallorossi

lunedì 14 aprile 2025 alle ore 13:52di Antonio Scaduto2 min di lettura

Il Derby dice Roma, ma soprattutto Svilar: cinque miracoli per tenere a galla i giallorossiAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 14 aprile 2025 alle ore 13:52 · NewsAltre notizie

Non è stata una Roma impaurita, ma neanche una Roma rivoluzionata rispetto a quella vista appena una settimana fa contro la Juventus. All’Olimpico, il derby si è chiuso sull’1-1, un pareggio che fotografa bene il clima carico di tensione e aspettative che si è respirato, minuto dopo minuto, dentro e fuori dal campo. Un punto che lascia entrambe le squadre ancora aggrappate alla corsa per l’Europa, ma che le allontana – complice la vittoria della Juventus sul Lecce – dalla zona Champions, ormai sempre più un miraggio. La gara si è accesa con il colpo di testa di Romagnoli, poi riportata in equilibrio da una perla di Soulé, ma il vero protagonista, il volto che resterà impresso nelle istantanee di questo derby, è quello di Mile Svilar. Se si dovesse raccontare questa partita attraverso i numeri, non sarebbero quelli del tabellino a parlare. Piuttosto: 6, 21, 36, 60 e 74. No, non sono da giocare al Superenalotto, ma sono i minuti in cui il portiere serbo si è esibito in cinque autentici miracoli. Parate decisive, interventi d’istinto e tecnica che hanno tenuto in piedi la Roma in un derby tirato e nervoso, al suo terzo da titolare. E se è vero che il derby è una partita a parte, allora la sua prestazione merita un capitolo tutto suo. Dall’altro lato, invece, c’è il vuoto lasciato da Artem Dovbyk. Più un’assenza mentale che fisica, la sua è stata una partita da spettatore non pagante: appena 16 tocchi in 84 minuti, 5 palloni persi, zero tiri, nessun duello vinto, nessun dribbling riuscito. In pratica, mai davvero in partita. Guardando il calendario, la striscia positiva può dare fiducia. Ma i numeri raccontano una realtà più cruda: se la Roma dovesse mantenere questo ritmo nelle prossime sei partite (Verona, Inter, Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino), chiuderebbe a 60 punti. Tanti per l’Europa, ma forse non abbastanza per quella che conta davvero. E a quel punto, la Champions rischia di restare solo una sagoma lontana, sfuocata all’orizzonte.

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