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NewsIl retroscena: Comolli, perché la Juve è orientata a confermarlo

martedì 26 maggio 2026 alle ore 19:23di Antonio Scaduto2 min di lettura

Il retroscena: Comolli, perché la Juve è orientata a confermarloAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomartedì 26 maggio 2026 alle ore 19:23 · NewsAltre notizie

Damien Comolli resta alla Juventus, ma definirla una conferma serena sarebbe un insulto alla realtà dei fatti. John Elkann ha scelto la linea della continuità aziendale (nonostante le riflessioni profonde delle ultime settimane che ci sono state e che vi abbiamo raccontato), decidendo di non attuare ribaltoni immediati o rivoluzioni copernicane dopo il clamoroso flop del mancato accesso alla prossima Champions League. Le macerie di una stagione fallimentare restano però tutte lì, evidenti, a certificare una spaccatura interna che definire profonda è un puro e semplice eufemismo. L’amministratore delegato francese ha commesso errori pesanti nel corso degli ultimi mesi, una gestione complessiva che ha mostrato evidenti lacune soprattutto durante la sessione di mercato invernale, con trattative fatte saltare sul traguardo e ripieghi dell’ultima ora che hanno finito per lasciare Luciano Spalletti senza le risorse necessarie per lottare fino in fondo. Tra i due si è consumata un’incompatibilità totale, certificata da settimane di silenzi, frecciate mediatiche e visioni calcistiche diametralmente opposte, dove uno parla la lingua fredda dei fogli di calcolo e l’altro quella passionale del campo. La conferma di Comolli non deve essere assolutamente scambiata per una cambiale in bianco, perché il proprietario del club ha imposto condizioni chiarissime per evitare che la Continassa si trasformi definitivamente in una polveriera a cielo aperto. Elkann ha preteso innanzitutto una tregua obbligata e la fine immediata dei personalismi, stabilendo che o si rema tutti dalla stessa parte oppure salta tutto l’assetto societario, senza sconti per nessuno. In questo nuovo equilibrio, Luciano Spalletti uscirà paradossalmente rafforzato, poiché il tecnico di Certaldo ha chiesto e otterrà molto più potere decisionale sulle scelte di mercato, dettando in prima persona le linee guida tecniche e costringendo gli algoritmi in secondo piano. Resta però la pesantissima grana finanziaria da risolvere al più presto, dato che l’assenza dai ricavi dell’Europa che conta costringerà Comolli a una missione diplomatica ed economica quasi impossibile, dovendo recuperare una cifra compresa tra i 55 e i 60 milioni di euro attraverso sacrifici dolorosi (ogni riferimento a Bremer è puramente voluto). Il mercato in entrata passerà inevitabilmente da qui, perché la regola interna adesso è rigida, ovvero prima si vende per fare cassa e soltanto dopo si potrà pensare a comprare. Il rapporto tra i due protagonisti è chiaramente logoro, la convivenza sarà forzata e sotto la strettissima sorveglianza della proprietà, e per il dirigente francese i margini di errore sono da oggi ufficialmente azzerati.

Foto: youtube Juventus

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