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NewsIl retroscena: Guardiola, la verità sul blitz spagnolo di Maldini e Leonardo. E i nodi da sciogliere

lunedì 20 luglio 2026 alle ore 20:02di Antonio Scaduto6 min di lettura

Il retroscena: Guardiola, la verità sul blitz spagnolo di Maldini e Leonardo. E i nodi da sciogliereAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 20 luglio 2026 alle ore 20:02 · NewsAltre notizie

Ci sono trattative che nascono per necessità e altre che, invece, prendono vita da un’idea destinata a far discutere. Quelle che sembrano impossibili fino al momento in cui qualcuno decide davvero di provarci. L’operazione che potrebbe portare Pep Guardiola sulla panchina della Nazionale italiana appartiene a questa seconda categoria. Non è una semplice ricerca del prossimo commissario tecnico, ma il tentativo di affidare la rifondazione del calcio azzurro a uno degli allenatori più influenti degli ultimi vent’anni. È il grande sogno di Paolo Maldini, da poco entrato nel nuovo progetto federale, che insieme a Leonardo ha deciso di giocare subito la carta più ambiziosa. Secondo quanto riportato da Sky (poi confermato anche da MARCA), Maldini e Leonardo sono volati a Barcellona per incontrare personalmente Guardiola. Non si è trattato di un contatto informale né di una telefonata esplorativa. I due dirigenti hanno trascorso praticamente un intero weekend in Catalogna, confrontandosi con il tecnico catalano per illustrargli un progetto che va ben oltre il semplice ruolo di commissario tecnico della Nazionale. Tre giorni di colloqui, durante i quali la FIGC ha cercato di convincere Guardiola che l’Italia possa rappresentare la sfida più importante della sua carriera dopo i dieci anni vissuti al Manchester City. La proposta, infatti, non riguardava soltanto la panchina azzurra. Maldini e Leonardo hanno costruito un piano quadriennale, con l’obiettivo di riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale e di arrivare al prossimo Mondiale con una squadra completamente rigenerata. L’idea non è quella di chiedere a Guardiola un intervento d’emergenza o un incarico limitato ai risultati immediati. Al contrario, la Federazione sarebbe pronta a concedergli il tempo necessario per costruire un nuovo ciclo, senza l’assillo di dover vincere subito. Ma il punto più importante della proposta riguarda il ruolo che Guardiola andrebbe a ricoprire. La FIGC non gli avrebbe chiesto soltanto di allenare la Nazionale maggiore. Il progetto presentato da Maldini prevede un coinvolgimento molto più ampio, quasi da supervisore dell’intero movimento calcistico italiano. L’obiettivo sarebbe quello di affidargli anche un ruolo strategico nello sviluppo dei giovani, nella crescita dei settori giovanili, nella definizione di una nuova filosofia tecnica e nella costruzione di un’identità condivisa tra tutte le rappresentative azzurre. In sostanza, non un semplice commissario tecnico, ma una figura centrale per ridisegnare il futuro del calcio italiano. A questo si aggiunge un altro elemento che Guardiola considera fondamentale in qualsiasi esperienza professionale: l’autonomia. Secondo le indiscrezioni, Maldini e Leonardo gli avrebbero garantito piena libertà nelle scelte tecniche, dalla gestione del gruppo alle convocazioni, oltre alla possibilità di lavorare senza interferenze esterne. La dirigenza sarebbe pronta a fare da scudo nei confronti delle inevitabili pressioni mediatiche, lasciando a Pep la totale responsabilità dell’area tecnica. Una condizione che rispecchia perfettamente il modo in cui Guardiola ha sempre lavorato, sia al Barcellona sia al Bayern Monaco che al Manchester City. Naturalmente, durante l’incontro si è parlato anche del legame speciale che Guardiola ha con l’Italia. Da calciatore lasciò il Barcellona per trasferirsi prima al Brescia e poi alla Roma, due esperienze che gli permisero di conoscere da vicino il calcio italiano e che hanno contribuito a creare un rapporto particolare con il nostro Paese. Proprio su questo aspetto Maldini avrebbe cercato di fare leva, ricordando a Pep quanto l’Italia abbia inciso sulla sua crescita personale e professionale e quanto oggi potrebbe offrirgli l’occasione di lasciare un’altra impronta nella storia del calcio. Nonostante il fascino del progetto, però, Guardiola non ha dato una risposta positiva. Ma non ha nemmeno pronunciato un no definitivo. Ha scelto una strada diversa: prendersi del tempo. Ed è qui che emergono tutti i dubbi del tecnico catalano. La prima perplessità non riguarda i soldi. L’aspetto economico non rappresenta il problema principale. Guardiola, dopo i contratti firmati nel corso della sua carriera, non deve scegliere una destinazione in base all’ingaggio. Il suo ragionamento è molto più profondo e parte da una considerazione personale: dopo dieci anni consecutivi sulla panchina del Manchester City sente il bisogno di fermarsi. Solo pochi giorni fa era stato lo stesso Pep a spiegare pubblicamente di voler vivere un periodo lontano dal calcio. Aveva raccontato di non sentire il desiderio di tornare immediatamente ad allenare e di avere bisogno di staccare dopo un ciclo lungo, intenso e ricco di pressioni. È una convinzione maturata negli ultimi mesi e che rappresenta oggi il principale ostacolo alla trattativa. Non manca la curiosità verso il progetto Italia, manca piuttosto la convinzione di essere pronto a ricominciare subito. C’è poi un secondo aspetto che Guardiola sta valutando con grande attenzione e riguarda proprio il ruolo di commissario tecnico. Pep è sempre stato un allenatore di campo. La sua idea di calcio nasce dal lavoro quotidiano, dagli allenamenti, dalla possibilità di correggere ogni dettaglio, di costruire automatismi e di vivere costantemente accanto ai propri giocatori. Una Nazionale funziona in maniera completamente diversa. I calciatori vengono convocati soltanto poche volte durante l’anno, i raduni durano pochi giorni e il tempo per trasmettere un’identità di gioco è inevitabilmente limitato. Per un allenatore che ha costruito i propri successi sulla quotidianità, questo rappresenta un cambiamento enorme. Esiste poi una riflessione ancora più ampia. Guardiola avrebbe chiesto garanzie sul futuro del calcio italiano. Non soltanto sulla prima squadra, ma sull’intero movimento. Vuole capire se esiste realmente la volontà di investire nella crescita dei giovani, nella formazione degli allenatori e nello sviluppo dei vivai. Per Pep non avrebbe senso accettare un progetto limitato alla gestione della Nazionale maggiore se dietro non esistesse una strategia complessiva per riportare il calcio italiano ai vertici. La recente storia degli azzurri, culminata con la mancata qualificazione al Mondiale, ha evidenziato problemi profondi che, secondo Guardiola, non possono essere risolti cambiando soltanto il commissario tecnico. Anche la durata del progetto rappresenta un elemento di riflessione. Maldini gli ha proposto un accordo quadriennale, costruito con l’obiettivo di arrivare al prossimo Mondiale attraverso un percorso di crescita graduale. Guardiola, però, si domanda se questo sia davvero il momento giusto per legarsi immediatamente a un nuovo ciclo così lungo, proprio quando sente più forte il bisogno di vivere un anno sabbatico. Per questo motivo la FIGC non considera ancora chiusa la partita. Guardiola non ha respinto la proposta e si è riservato qualche giorno per riflettere. La Federazione, però, non potrà attendere all’infinito. Una risposta definitiva è attesa entro questa settimana, o comunque nei prossimi giorni, perché il nuovo progetto tecnico deve partire senza ulteriori ritardi. In ambienti federali sarebbe stata presa in considerazione perfino un’ipotesi estrema: rispettare il desiderio di Guardiola di fermarsi e offrirgli la possibilità di iniziare il proprio lavoro soltanto nel 2027, posticipando di fatto l’inizio dell’incarico pur di convincerlo ad accettare. Una soluzione complessa, ma che testimonia quanto la Federazione creda nel valore del tecnico catalano. Il clima, comunque, resta improntato al pessimismo. Le sensazioni raccolte dopo l’incontro di Barcellona raccontano di un Guardiola sinceramente colpito dal progetto presentato da Maldini e Leonardo, ma ancora poco convinto di tornare immediatamente in panchina. La sua volontà di fermarsi continua a prevalere sull’entusiasmo per la proposta italiana. Nel frattempo la FIGC non può permettersi di restare immobile. Se dovesse arrivare un rifiuto definitivo, la Federazione accelererebbe immediatamente sulle alternative già individuate (Pirlo e Mancini).

Foto: X City

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