CalciomercatoIl retroscena: Lewandowski, il mal di pancia è servito. La verità su Arabia, MLS e le rotte italiane
Antonio ScadutoRobert Lewandowski non è felice. E se lo scriviamo, è perché le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato conferme totali. Quando un fuoriclasse di questo spessore smette di sentirsi l’ombelico del mondo, il mercato non diventa un’opzione, ma una necessità. Il polacco è fatto così: vuole giocare sempre, anche a 38 anni suonati (e sarebbe lo stesso a 40), perché si sente integro e, dal suo punto di vista, giustamente insostituibile. Le ultime rotazioni al Barcellona? Non le ha digerite. Le sostituzioni? Meno che meno. Si è aperta una ferita profonda. Robert chiede centralità, ma chiede soprattutto un ultimo contratto pesante, con un ingaggio rigorosamente in doppia cifra. Un dettaglio che, unito alla carta d’identità, screma drasticamente la lista delle pretendenti. In questo scenario, attenzione al ruolo della signora Lewandowski. Come spesso accade a certi livelli, la scelta di vita batte quella economica. La moglie di Robert non ha alcuna intenzione di traslocare in Arabia Saudita. I petrodollari possono aspettare, o meglio, possono essere rispediti al mittente. Se deve essere addio all’Europa, la bussola punta dritta verso gli Stati Uniti: la MLS è la pista più calda, il contesto ideale per la famiglia e per il giocatore, che lì sarebbe la star assoluta. E le italiane? Inutile girarci intorno o fare titoli forvianti per collezionare due like, non è il nostro modo di fare informazione. Sul Milan vi abbiamo già spiegato la linea della proprietà in tempi non sospetti: Furlani e il club non sono minimamente orientati a fare operazioni così ingenti e onerose per l’ingaggio di un calciatore di quasi 38 anni. La filosofia rossonera viaggia su binari completamente diversi, piaccia o non piaccia. Per quanto riguarda la Juventus, il discorso è legato a doppio filo al futuro di Dusan Vlahovic e ad altre priorità che i dirigenti hanno già fissato con cura sul loro taccuino. Sono suggestioni che avevamo già accennato dieci giorni fa, ma che restano tutte da verificare con estrema prudenza, senza vendere sogni che oggi non hanno basi solide. In tutto questo, occhio sempre a Pini Zahavi. L’agente del polacco è un autentico fenomeno del depistaggio: è uno che finta a destra per andare a sinistra, capace di parlare con tutti i top club europei contemporaneamente senza mai dare punti di riferimento certi ai giornalisti. Zahavi presenterà il conto, parlerà con chiunque possa garantire a Robert il palcoscenico che merita.
Foto: Instagram Barcellona
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