CalciomercatoIl retroscena: Rabiot, perché il Milan non può più temporeggiare
Antonio ScadutoMax Allegri vuole Adrien Rabiot. O meglio: vorrebbe. Il condizionale è d’obbligo, perché tutto ruota attorno a un’eventuale uscita a centrocampo — Musah il principale indiziato, almeno fino allo stop di Jashari. Ma la questione resta aperta anche nel caso in cui nessuno partisse: Allegri cerca comunque una mezzala con quelle caratteristiche, in grado di inserirsi, rompere gli equilibri e dare finalmente un cambio di passo a un reparto che ne ha bisogno. Già sei giorni fa vi avevamo raccontato del sondaggio del Napoli. Ma occhio al Milan, che nelle ultime ore ha davvero riaperto il dossier con convinzione. Rabiot, intanto, è in rotta con l’Olympique Marsiglia. I rapporti con il club francese restano nebulosi, in attesa di una decisione definitiva che potrebbe cambiare gli equilibri. Tutto molto interessante, se non fosse per un dettaglio tutt’altro che trascurabile: i costi. Per il Milan, parliamo di cifre fuori mercato. Il minimo sindacale, tra stipendio e bonus, è un ingaggio da 5,5-6 milioni a stagione. E poi ci sono le commissioni. Qui però va fatta una riflessione più ampia: se davvero il Milan vuole compiere quel salto di qualità tanto invocato, è inevitabile rimettere mano al tetto salariale fissato finora. Non basta inseguire profili da Champions: bisogna anche essere disposti a pagarli. E ogni tanto, abbattere certi muri. Il tempo stringe. Anzi, ne è già stato sprecato fin troppo. Soprattutto, va detto: tanto per il centrocampista quanto per l’attaccante, il Milan ha scelto strade alternative rispetto a quelle indicate da Allegri. Vediamo se almeno in una cosa, il tecnico livornese verrà accontentato.
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