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NewsInsulti e intimidazioni dopo Inter-Juve, La Penna denuncia alla Polizia Postale

lunedì 16 febbraio 2026 alle ore 18:22di Antonio Scaduto2 min di lettura

Insulti e intimidazioni dopo Inter-Juve, La Penna denuncia alla Polizia PostaleAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 16 febbraio 2026 alle ore 18:22 · NewsAltre notizie

Le dichiarazioni di Gianluca Rocchi all’indomani di Inter-Juventus avevano già tracciato con chiarezza la linea del designatore sul futuro prossimo di Federico La Penna, finito nell’occhio del ciclone dopo l’espulsione di Kalulu nel Derby d’Italia. Il fischietto romano rischia ora un lungo stop, anche se non manca chi ipotizza un rientro immediato in campo: una sorta di “terapia d’urto” per superare subito lo shock e mettersi l’errore alle spalle. Quanto durerà davvero il fermo di La Penna? Secondo indiscrezioni filtrate da ambienti vicini all’Aia, l’arbitro dovrebbe restare ai box per circa un mese, pagando a caro prezzo quella che Rocchi ha definito senza giri di parole “una decisione chiaramente errata”. Nonostante resti aperta la possibilità di una designazione immediata per voltare pagina, la strada scelta dal designatore sembra un’altra: il silenzio e la pausa. Una scelta dettata anche dalla necessità di restituire serenità a un uomo rimasto profondamente scosso ben oltre il novantesimo, bersagliato da insulti feroci per tutto il weekend (e che, c’è da scommetterci, continuano a piovere anche in queste ore). Il caso è però tragicamente tracimato oltre il rettangolo verde, costringendo La Penna a denunciare le minacce ricevute sui social. Come riportato dal Corriere dello Sport, l’arbitro si è rivolto alla Polizia Postale per segnalare intimidazioni gravissime, rivolte non solo a lui ma anche alla moglie e alle due figlie piccole. Sul web è comparso di tutto: frasi vergognose come “ti sparo”, “ti ammazzo” o “sappiamo dove abiti”, deliri inaccettabili se si considera che stiamo parlando pur sempre di una partita di calcio. La Penna, che di professione è avvocato, ha agito con la freddezza del legale, documentando ogni attacco per procedere per vie ufficiali. La situazione è così tesa che la stessa Polizia ha consigliato a lui e alla famiglia di non uscire di casa per precauzione. Della vicenda si sta occupando ora la Procura di Roma: il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco è pronto ad aprire un fascicolo d’indagine per risalire ai responsabili di questa deriva d’odio.

Foto: sito AIA

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