NewsInter, un’altra finale: la firma è sempre di Inzaghi
Antonio ScadutoC’è un filo rosso che unisce l’8 marzo 2022 al 6 maggio 2025. Parte da Anfield, passa per San Siro e arriva all’Allianz Arena. A tesserlo, silenziosamente e con ostinazione, è stato Simone Inzaghi. L’artefice principale – come ha riconosciuto ieri sera anche il presidente Beppe Marotta – di un’Inter che, per la seconda volta in tre anni, approda alla finale di Champions League. Ma questa volta è diverso: è un traguardo raggiunto con una consapevolezza nuova, dopo aver superato ostacoli ancora più alti. Quarta nella fase a gironi, poi le vittorie contro i campioni di Germania e, forse, anche contro chi tra Real Madrid e Barcellona si laureerà campione di Spagna. Inzaghi c’era già quando nessuno ci credeva. A Liverpool, contro i Reds, la sua Inter vince sì, ma non basta: pesa il 2-0 subito all’andata a San Siro. Quella sconfitta, seguita da un altro 0-2 con il Sassuolo, sembra spegnere ogni ambizione. Dopo il ritorno ad Anfield, due pareggi – 1-1 con Torino e Fiorentina – aggravano la situazione. Punti persi che peseranno quanto le sconfitte con Milan e Bologna, spesso citate come le vere sliding doors di uno scudetto poi finito sulla sponda rossonera. Ma Inzaghi, a quella missione europea, non ha mai rinunciato. Anche quando sembrava un’ossessione personale. E qualcuno, ancora oggi, fatica a perdonargliela. Ma dovrebbe. Con pazienza, Inzaghi ha costruito l’identità europea dell’Inter. Anche a partire da quella vittoria inutile di Liverpool. Anche attraverso un campionato deludente. Ogni tanto lo ricorda: quando è arrivato, l’Inter non contava nulla fuori dai confini. Spalletti e Conte avevano iniziato il lavoro, riportandola sulla mappa, ma era ancora una realtà di provincia nell’Impero del calcio. Oggi è un’altra cosa: prima nel ranking UEFA, arriva alla finale non più da outsider, ma con il peso della favorita. Sia che l’avversaria si chiami Arsenal, sia che sia il Paris Saint-Germain. C’è davvero un filo che unisce Anfield, San Siro e l’Allianz Arena. Parte da lontano, da un’idea che nessuno vedeva. Nessuno tranne Inzaghi. Ora manca solo l’ultimo punto, per completare il ricamo.
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