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NewsItalia-Israele, il retroscena: scontri, scorte e un clima surreale prima del fischio d’inizio

mercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 00:13di Antonio Scaduto2 min di lettura

Italia-Israele, il retroscena: scontri, scorte e un clima surreale prima del fischio d’inizioAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 00:13 · NewsAltre notizie

A pochi minuti dall’inizio di Italia-Israele (vinta dagli azzurri per 3-0) le strade attorno alla Dacia Arena sono state teatro di scontri tra manifestanti e polizia, con lacrimogeni e idranti utilizzati per contenere la situazione. Una tensione palpabile, alimentata dalle vicende legate alla guerra e dalle contestazioni che hanno accompagnato l’arrivo delle due squadre. La nazionale israeliana, scortata da un imponente dispositivo di sicurezza — numerosi mezzi delle forze dell’ordine e un elicottero che ha seguito il pullman per tutto il tragitto — ha raggiunto lo stadio in un clima surreale, quasi da missione internazionale. La squadra di Gattuso è invece arrivata con il consueto bus, sotto il rigido controllo degli agenti e con severe misure di sicurezza per i tifosi. Serena Pellegrini dell’AVS aveva commentato poco prima: “Il corteo si sta svolgendo in maniera pacifica e senza tensioni”. Ma ben presto, la situazione è degenerata, portando a scontri violenti a pochi passi dallo stadio. Nonostante il contesto infuocato, il calcio d’inizio è stato comunque dato, con l’inno israeliano fischiato da parte del pubblico, un chiaro segnale delle divisioni e dei contrasti che si trascinavano fin dentro il match. La tensione si è allargata anche a Bologna, dove un presidio pro-Palestina si è tenuto davanti alla sede Rai, con l’Usb che aveva chiamato alla mobilitazione e al boicottaggio della partita, definendo l’evento “una macchina di propaganda sionista” da contrastare con la protesta. Dietro le quinte, la scelta di Udine come sede della partita non è stata casuale: una città piccola e logisticamente più facile da gestire, per contenere al massimo il rischio di disordini. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha seguito personalmente il dossier, mantenendo un contatto costante con le autorità israeliane. Per garantire la sicurezza della nazionale ospite, è stato predisposto un dispositivo di sorveglianza senza precedenti: agenti italiani e del Mossad hanno garantito un’azione congiunta, con spostamenti riservati, un alloggio segreto e un controllo continuo, quasi come in una missione diplomatica più che in una semplice partita di calcio. Quel che si è vissuto a Udine è stato quindi un mix di sport e geopolitica, un episodio che ha messo in luce come il calcio, pur restando gioco e passione, possa farsi teatro di conflitti e tensioni molto più ampie, raccontando così un retroscena che va ben oltre il risultato finale.

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