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Italia, una vittoria vergognosa: ci sono voluti cinque gol per battere Israele

martedì 9 settembre 2025 alle ore 00:20di Antonio Scaduto2 min di lettura

Italia, una vittoria vergognosa: ci sono voluti cinque gol per battere IsraeleAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomartedì 9 settembre 2025 alle ore 00:20 · UncategorizedAltre notizie

Cinque gol per battere Israele. Sì, Israele. E ne servono cinque, perché due ce li facciamo da soli, due li prendiamo con una difesa degna di una sagra paesana e uno nasce dal solito calcio piazzato marcato “panico totale”. Alla fine vinciamo 5-4, esultiamo, ma con addosso più vergogna che orgoglio. La domanda è semplice: dove pensiamo di andare così? Al Mondiale o al circo? La partita comincia come da copione horror: al 16’, Locatelli decide di anticipare l’avversario… e invece anticipa Donnarumma. Autogol da manuale della confusione. Non è un incidente isolato, è l’ennesimo esempio di un centrocampo senza posizione né idee. Israele ci schiaccia, ci aggredisce, sembra la squadra con più talento. Ma noi siamo l’Italia, no? Beh, solo sulla carta d’identità. Il pareggio arriva con Kean, dopo aver sprecato l’impossibile. Bravo, sì, ma prima aveva calciato come un passante tirato dentro per caso. Il secondo tempo è una giostra. Prendiamo un altro gol, reagiamo solo con fiammate. Kean fa il 2-2 da fuori, Politano ci porta in vantaggio con l’unica azione decente della serata, poi Raspadori segna il 4-2. Sembrerebbe fatta. E invece no, perché questa Italia riesce a complicarsi la vita anche contro sé stessa. All’86’, Bastoni – colto da un blackout cosmico – infila la sua porta con una goffaggine da Paperissima Sprint. Quattro minuti dopo, punizione, mischia, gol di Israele. 4-4. Non è un incubo, è realtà. E ci vuole un mezzo tiraccio di Tonali, sporcato dal portiere, per evitare la disfatta totale al 91’. Gattuso, va detto, le prova tutte. Cambia, urla, agita le braccia, mette dentro i giocatori giusti. Fa il suo. Ma in campo trova una squadra senza cervello, senza organizzazione, senza responsabilità. I gol nascono da episodi, mai da un’idea. La difesa è un disastro, il centrocampo un passaggio a vuoto, l’attacco si regge solo sulla giocata dei singoli. Il problema è che questo gruppo non sa soffrire con ordine, non sa controllare, non sa chiudere le partite. Ogni vantaggio è un’illusione, ogni errore è un gol subito. E allora, ci si chiede: questa è la Nazionale che deve andare al Mondiale? O stiamo solo prolungando l’agonia? Il 5-4 entra nei tabellini. Ma nelle coscienze, resta una sola parola: disgusto.

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