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NewsJuve, sempre più evidente la mano di Tudor: le pagelle

domenica 13 aprile 2025 alle ore 00:19di Antonio Scaduto5 min di lettura

Juve, sempre più evidente la mano di Tudor: le pagelleAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 13 aprile 2025 alle ore 00:19 · NewsAltre notizie

Di seguito i voti.

DI GREGORIO: 6,5

Krstovic ha due chance importanti, ma è la sua parata a lasciare il segno. Decisa, sicura, sul primo palo. Un intervento che spazza via le paure in un attimo — rapido e preciso, come un dentista che fa passare il dolore prima ancora che te ne accorga. E nel finale, eccolo di nuovo, reattivo su Rebic. Sempre presente, sempre affidabile.

KALULU: 6

Il Lecce si affida alle incursioni di Krstovic, che regge l’urto con personalità. Tiene palla, lotta, si allunga come un braccetto offensivo: avanza quando serve, quando può, quando capisce che è il momento. E lo fa bene. Molto bene.

RENATO VEIGA: 6

Solido nel gioco aereo, è difficile batterlo di testa: le prende praticamente tutte. Meno coinvolto in fase di costruzione, ma si fa valere quando c’è da difendere l’area. Soffre un po’ di più Krstovic rispetto a Rebic, ma riesce comunque a gestirli entrambi senza troppi patemi. Prestazione ordinata, senza sbavature ma anche senza acuti: fa il suo, nulla di più.

KELLY: 6,5

Sta crescendo, eccome se sta crescendo. Da braccetto è ordinato, da difensore puro trasmette solidità. Ma la cosa più bella è vederlo sempre più sicuro, anche con la palla tra i piedi: quei timori iniziali sembrano un ricordo lontano. La continuità sta facendo la differenza, e con essa arriva la fiducia, quella vera. Si sta ambientando, si vede, e il tempo – come sempre con i ragazzi seri – sta facendo il suo lavoro. Questo ragazzo merita fiducia, perché ha tutto per diventare un discreto giocatore.

NICO GONZALEZ: 6-

Meno brillante rispetto all’esordio, ma il cammino è iniziato. A Roma lo avevamo visto più coinvolto, anche perché agiva più vicino alla punta, mentre oggi è rimasto un po’ più in ombra. Ma va detto: quell’attenzione mostrata contro il Genoa, che ci aveva sorpresi, ora inizia a diventare la norma. E questa, in fondo, è una buona notizia. Non è ancora pienamente sufficiente, lo ammettiamo – e per la terza volta gli confermiamo il 6– ma rispetto al vuoto delle prime apparizioni, i segnali sono incoraggianti. Ci aspettiamo di più, sì, ma si muove nella direzione giusta. Con pazienza e fiducia, i frutti arriveranno. (dal 77′ Conceição sv).

LOCATELLI: 6

Sempre più dentro la Juve. Oggi bene: quelle sventagliate precise, intelligenti, che danno respiro e idee alla manovra. Loca sta diventando sempre di più l’arma silenziosa dell’impostazione bianconera, soprattutto in un primo tempo in cui il copione sembrava scritto in stile football americano. Magari non ha acceso i riflettori, ma il suo lavoro è stato pulito, ordinato, utile. È un 6 che sa di presenza, di solidità, di chi c’è e si fa sentire – anche senza fare rumore.

THURAM: 6

Concreto, generoso, dentro la partita. A proposito di verticalità: Khephren c’è, eccome. Mette lo zampino in entrambi i gol e lo fa con naturalezza, quasi in punta di piedi, ma lasciando un’impronta ben chiara. L’atteggiamento è da applausi, sempre presente, sempre connesso. Quando Locatelli si abbassa per impostare, è lui il primo riferimento, il punto di partenza per costruire con ordine e intelligenza. Non fa il fenomeno, ma fa quello che serve, con personalità e spirito di squadra. Un 6 che vale, perché è una base solida su cui costruire qualcosa di molto interessante.

MCKENNIE: 5

Una prestazione sotto le aspettative, segnata da difficoltà nel trovare il suo ritmo. Posizionato sulla fascia sinistra, fatica a inserirsi e a dare il suo contributo. Si percepisce una certa inadeguatezza nei movimenti e nelle scelte, come se fosse ancora alla ricerca della giusta intesa con la squadra. Dal 66′ CAMBIASO 5,5: Entra con la volontà di fare la differenza, ma non riesce a imporsi completamente. Tenta anche qualche incursione con il piede mancino, ma non basta per raddrizzare la situazione. È evidente la determinazione, ma commette errori, come quello su Baschirotto, che pesa sul suo giudizio. La voglia di fare c’è, ma non riesce a tradurla in azioni concrete.

KOOPMEINERS: 6+

Una partita che non resterà nella memoria, ma comunque in linea con quanto visto da Koopmeiners l’anno scorso: forte, presente, subito in campo. Il gol segna la sua prestazione, ma non sembra ancora essere quello che era in passato, piuttosto una versione ‘ritrovata’ di sé stesso. Alla Juve, questo Koop può davvero fare la differenza, ma oggi non possiamo andare oltre la sufficienza. La continuità ora è fondamentale. Prestazione adeguata, ma ancora lontana da quel Koopmeiners che ci si aspetta. (dal 67’WEAH 5,5: parte bene, ma poi sembra perdersi un po’. Fisicamente in movimento, ma con qualche incertezza nei momenti decisivi. Un ingresso che non ha inciso come ci si aspettava).

YILDIZ: 7-

Il gol è stato davvero bello, come ci ha abituato. La partita è stata caratterizzata da tante giocate sia estetiche che efficaci. A volte è difficile distinguerle, tanto erano fondamentali anche dal punto di vista scenografico.

VLAHOVIC: 5

Nonostante i due assist, abbastanza semplici e poco brillanti, la prestazione di stasera non è affatto sufficiente. Il gol sbagliato, l’ennesimo, pesa come un macigno su una partita che, per il resto, non ha mai davvero convinto. Dare la sufficienza sarebbe troppo generoso. Certo, il ragazzo ha confezionato due assist, ma senza quel contributo, il voto sarebbe stato un 4, se non addirittura un 3. Il suo nervosismo è ancora evidente, e le lacune tecniche sono gravi e troppo visibili per non essere notate. Nonostante i miglioramenti rispetto a prestazioni precedenti, resta lontano da quello che dovrebbe essere un numero 9 della Juventus. La sufficienza non può essere giustificata, e da un giocatore di questo livello ci si aspetta molto di più, sia dal punto di vista dell’impegno che delle qualità tecniche. Il lavoro mentale e tecnico è ancora tanto. Certo, oggi è stato un po’ meglio rispetto al solito, ma non basta. È ancora lontano da un rendimento accettabile. (dal 67′ KOLO MUANI: SENZA VOTO).

ALL. IGOR TUDOR: 7

Una vittoria importante contro il Lecce, che conferma i progressi della squadra, ma anche le aree su cui bisogna lavorare. La Juventus ha mostrato solidità e prontezza nell’attacco, ma soprattutto ha dato risposte in serie, dimostrando di essere più matura nelle difficoltà. L’impronta del tecnico è ormai evidente, ma c’è ancora tanto da fare. La squadra gioca un buon primo tempo, ma nel secondo tempo tende a “staccare la spina” e a concedere troppo. Questo non va bene. Servirà una continuità di rendimento per 90 minuti, con una gestione più attenta della partita fino alla fine. C’è fiducia, ma il lavoro non è finito.

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