CalciomercatoJuve, tre casi spinosi che bloccano il mercato
Antonio ScadutoNon c’è pace alla Juventus, e non è una frase fatta. È una sensazione che si respira ogni giorno, un rumore di fondo che accompagna ogni decisione, ogni mossa, ogni silenzio. La squadra dovrebbe concentrarsi sul campo, sulla nuova stagione, su come costruire qualcosa di solido, competitivo, all’altezza delle aspettative. E invece no. Le priorità sono altre, perché le grane non smettono di bussare alla porta. Una dopo l’altra, a valanga. Prima Vlahovic, poi Douglas Luiz, ora anche Weah. Tre casi spinosi, tutti diversi ma ugualmente logoranti, che stanno rendendo complicatissimo il lavoro di chi sta provando a dare una direzione alla Juventus. E allora sì, parliamone. Di Vlahovic si attende da tempo una proposta seria, una di quelle che ti fanno quantomeno sedere al tavolo. Invece niente. La Juve lo valuta almeno 20-25 milioni, non un centesimo di meno, e lui ha già scelto: vuole solo il Milan. Ma il Milan, al netto delle stime e dei rumors, non ha alcuna intenzione di investire cifre importanti per un attaccante che non considera una priorità assoluta. Trattativa in salita? No, trattativa che rischia proprio di non decollare (nostante i recentissimi – e raccontati – contatti con Allegri). E nel frattempo si perde tempo. Con Douglas Luiz, la situazione è ancora più tesa. Non si è presentato al ritiro, una scelta chiara e rumorosa, che dice tutto. Vuole tornare in Premier League, lo ha fatto capire al club, lo ha detto chiaramente al suo entourage, e l’atteggiamento parla da solo. Everton e West Ham interessate (dicono), ci sono stati contatti (dicono) ma a noi non risulta nulla di tutto ciò. La Juve è pronta a multarlo, com’è giusto che sia, ma sa anche che un giocatore pagato 50 milioni un anno fa non può essere svenduto. E questo è il punto: trattenere un giocatore scontento o venderlo bene? Nessuna delle due opzioni, per ora, è facilmente percorribile. E poi c’è Weah, il caso forse più velenoso dei tre. Perché in questo caso le parole dell’agente sono state durissime, molto più di un semplice malumore gestito male. “Un dirigente voleva costringerlo ad accettare una destinazione che non gli stava bene. E ora, per vendetta, chiede una cifra fuori mercato e aspetta un’offerta dalla Premier che non arriverà e che noi non accetteremo mai”. Se queste parole non rappresentano uno strappo, allora davvero non sappiamo più riconoscere un conflitto. La destinazione sarebbe il Marsiglia, ma al momento la trattativa è bloccata proprio per la rigidità della richiesta economica. E anche qui: si cerca una via d’uscita, ma l’aria è irrespirabile. Il clima è quello di chi si è incastrato da solo, prigioniero di decisioni sbagliate e di gestioni complicate. Tre storie diverse, tre problemi veri, tre ostacoli che stanno rallentando tutto. E a pagarne il prezzo non può che essere la Juventus, che avrebbe bisogno di serenità e chiarezza, non di fuoco incrociato e trattative congelate. Ma tant’è: si naviga a vista, e la tempesta non accenna a placarsi.
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