NewsJuventus, frenata brusca a Parma: blackout mentale e tecnico
Antonio ScadutoDoveva essere l’ennesimo passo verso la Champions League, invece per la Juventus di Tudor il Tardini si trasforma in una trappola. Una sconfitta che pesa, più della classifica, per il modo in cui è maturata: confusa, molle, impaurita. Il 2-0 subito dal Parma – firmato da un gol di testa, l’ennesimo incassato in stagione – suona come un campanello d’allarme che scuote l’intero ambiente bianconero. Ora la Juve è quinta, a un punto dal Bologna e raggiunta dalla Lazio. E il calendario non fa sconti: dopo il Monza allo Stadium, toccherà sfidare proprio i rossoblù al Dall’Ara e poi volare all’Olimpico, sponda biancoceleste. Al termine di queste due partite, il verdetto sulla stagione potrebbe essere già scritto. E, con esso, anche quello sul futuro di Igor Tudor.Il tecnico croato, visibilmente deluso nel post partita, ha parlato di “mancanza di cattiveria”. Ma il problema sembra più profondo. In novanta minuti è sembrato svanire tutto il lavoro delle settimane precedenti: identità tattica, grinta, concentrazione. Una Juventus quasi “mottiana” per apatia e disorganizzazione. Il ritorno della confusione offensiva – con Vlahovic e Kolo Muani insieme in campo senza alcuna complementarità – ha mandato in tilt il sistema. Nico Gonzalez, tra i più rivitalizzati dalla cura Tudor, è tornato opaco, impalpabile. Poi c’è la questione mentale, che forse preoccupa ancora di più. Tudor era stato giustamente lodato per aver restituito un minimo di carattere a una squadra fragile, smarrita. Ma contro il Parma si sono rivisti i fantasmi del recente passato: giocatori scollegati dal contesto, assenti nel linguaggio del corpo e nello spirito. Una squadra che sembrava non sapere – o peggio, non volere – giocarsi una fetta cruciale del suo futuro europeo. Il primo tempo è stato un manifesto d’insolenza sportiva. E nella ripresa, nonostante qualche timido segnale da Yildiz e Conceição, i 16 tiri tentati sono stati in gran parte velleitari: solo due hanno centrato lo specchio. Il portiere Suzuki, in pratica, non ha dovuto sudare.Unico a salvarsi dal naufragio: Kalulu. Per il resto, una bocciatura totale. E adesso? Si volta pagina, come si dice in questi casi. Ma il tempo stringe. Domenica c’è il Monza, poi due viaggi che diranno se la Juventus ha ancora il diritto – tecnico e morale – di pensare alla Champions. O se dovrà iniziare a riflettere su ben altro.
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