Leao: “Stavo per firmare con l’Inter, poi mi ha chiamato Maldini”
Antonio ScadutoRafael Leao, attaccante del Milan, ha parlato al format “Say Less”. L’attaccante portoghese ha ripercorso tutta la sua carriera, dal mancato approdo al Benfica a soli 8 anni fino ad arrivare all’arrivo a Milano sponda rossonera.
Queste le sue parole: “Stavo per andare all’Inter, pazzesco. Il direttore sportivo mi ha detto: Rafa stiamo per venderti all’Inter, io ho detto: no, ho fatto molto bene questa stagione, voglio stare un’altra stagione per migliorare ancora e aumentare la mia fiducia per la prossima sfida. Ma lui mi diceva no, no, devo venderti, è un’ottima opportunità per te, per noi, sono tanti soldi. Ma io ho detto Inter no. Passano una, due, tre settimane e torna a parlarmi il direttore sportivo e mi dice: il Milan è interessato a te. Io ho detto: sì, il Milan sì, se verranno con un’offerta accetterò. Dopo due giorni è tornato e mi ha detto: hanno portato l’offerta, qualcuno vuole parlarti, mi ha passato al telefono Paolo Maldini, non chiamata normale ma videochiamata. Maldini mi ha detto: devi venire, siamo pronti a prenderti. Accetto, ho risposto io, non potevo dire di no”.
Perché il Milan ti ha convinto? “Da quando ero bambino, Ronaldinho, Ronaldo, Kakà, Seedorf, quei giocatori che vedevi o ne sentivi parlare, erano la storia. Poi sai, 7 Champions League, solo il Real Madrid ne ha di più. Tra Milan e Inter, Milan cento volte”.
L’arrivo a Milano: “Quando mi ha chiamato Maldini ero in hotel, perché era in ritiro nella pre-season, in Portogallo. Sono andato a Milano con la mia famiglia, sono stato un mese in hotel. Mi sono reso conto di quanto questo club sia grande quando ho giocato la prima partita in casa. È stato incredibile, lo stadio pieno, ho pensato è veramente pazzesco. Anche quando abbiamo vinto lo scudetto. È qualcosa che un giocatore deve provare, per capire quanto è importante giocare per il Milan”.
Com’è stato il tuo primo derby? “Emozionante. Le strade erano tutte bloccate, vedi tutto rosso, blu, i tifosi che addirittura battono le mani sul pullman, è sempre pazzesco, è come se fosse noi o loro. Anche se durante la stagione facciamo delle brutte partite, anche prima del derby, ma quando inizia la settimana del derby devi essere super concentrato, perché è noi o loro, perché per il resto della stagione parleranno di quella partita”.
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