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NewsL’Italia fuori dai Mondiali: un crac da 1,5 miliardi tra Pil, consumi e tessuto sociale

lunedì 27 aprile 2026 alle ore 19:46di Antonio Scaduto3 min di lettura

L’Italia fuori dai Mondiali: un crac da 1,5 miliardi tra Pil, consumi e tessuto socialeAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 27 aprile 2026 alle ore 19:46 · NewsAltre notizie

È un momento delicatissimo per il calcio italiano. Le lacrime degli Azzurri dopo la disfatta ai rigori in Bosnia restano impresse nella memoria, insieme alla delusione di un’intera generazione di bambini che non ha mai visto la Nazionale in una rassegna iridata. Nel frattempo, il movimento è scosso da un terremoto politico ai vertici della Figc e dall’inchiesta che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva. Repubblica ha analizzato la crisi basandosi sui dati di OpenEconomics. Al centro dello studio c’è il calcolo dello shock della domanda: ben 222 milioni di euro di spesa interna sfumati tra consumi in bar e ristoranti, scommesse, premi Fifa e merchandising.

Utilizzando il moltiplicatore Social Accounting Matrix — che misura l’impatto di una spesa (o della sua assenza) su un sistema economico — emerge che lo shock della domanda peserà sul Pil per 321 milioni di euro. Si tratta, sottolinea Repubblica, di ricchezza reale che non verrà prodotta sotto forma di beni e servizi. Il danno colpisce duramente anche l’occupazione: si stima che mancheranno all’appello 3.679 posti di lavoro a tempo pieno (o equivalenti). Parliamo di figure concrete: camerieri stagionali che non lavoreranno durante le serate dei match, addetti alle agenzie di viaggio, venditori di TV e responsabili vendite per il merchandising ufficiale. Pesante anche l’impatto sulle tasche degli italiani: le famiglie perderanno 313 milioni di euro di redditi, mentre lo Stato registrerà un mancato gettito fiscale di 89 milioni tra imposte dirette e indirette.

L’Italia non partecipa a un Mondiale dall’edizione brasiliana del 2014: dopo i forfait di Russia 2018 e Qatar 2022, l’assenza da Canada, Stati Uniti e Messico 2026 brucia ancora di più. Quest’anno, infatti, i premi FIFA sarebbero stati molto più ricchi, grazie all’allargamento a 48 nazionali e a una risposta record degli sponsor. La Fifa distribuirà alle federazioni un totale di 727 milioni di dollari — cifra che secondo il Guardian potrebbe crescere ancora — superando nettamente i 440 milioni stanziati per il Qatar.

Ma il problema, evidenzia Repubblica, non riguarda solo l’immediato. La ricerca di OpenEconomics su dati Istat mostra come l’esclusione sistematica dal Mondiale stia progressivamente indebolendo il “brand Italia”, erodendo il ruolo della Nazionale come motore commerciale per l’intero Paese. L’assenza degli Azzurri incide profondamente anche sul sociale. La stima dei benefici collettivi mai realizzati ammonta a 1,5 miliardi di euro. Nel dettaglio: 266 milioni riguardano il valore edonico (il piacere legato al tempo libero e alla visione collettiva); 180 milioni derivano dalla mancata coesione sociale, dai trasporti per raggiungere gli amici ai piccoli doni di ospitalità.

La perdita più ingente, ben 715 milioni, riguarda però la “legacy nazionale”: senso di appartenenza, reputazione e visibilità internazionale. Fattori che si traducono in attrattività turistica e promozione del Made in Italy nel mondo. Infine, ne risente la pratica sportiva, con un danno calcolato in 375 milioni. I grandi eventi sono da sempre uno stimolo alla salute e al benessere: basti pensare all’”effetto Sinner” e a come i successi nel tennis stiano spingendo migliaia di giovani verso i campi. Un traino che, per il calcio, oggi è purtroppo fermo ai box.

Foto: Instagram azzurri

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