NewsLoïs Openda: velocità, verticalità e gol per la Juve
Antonio ScadutoNel calcio moderno, dove la velocità è diventata una forma di linguaggio e le transizioni valgono più di un regista, alcuni attaccanti sembrano nati per rompere l’equilibrio. Loïs Openda è uno di questi. Non parla molto, ma corre. E quando lo fa, crea scompiglio, terrore, imprevedibilità. A 25 anni, il belga originario di Liegi ha già attraversato Olanda, Francia e Germania lasciando ovunque un’impronta fatta di accelerazioni brucianti, tagli profondi e gol pesanti. Ora, a un passo dalla Serie A, si prepara a indossare la maglia più esigente e simbolica d’Italia: quella della Juventus. Ma chi è davvero Openda? E cosa può dare alla Juve di Igor Tudor, un tecnico che ha fatto della verticalità una filosofia? Ikoma-Loïs Openda nasce il 16 febbraio 2000 a Liegi, in Belgio. È figlio di un incrocio culturale forte — padre congolese, madre marocchina — e come molti suoi coetanei cresciuti nelle periferie europee, trova nel calcio una via di riscatto e sogno. Dopo gli inizi tra RFC Liège, Standard e Club Brugge, la vera svolta arriva con il prestito al Vitesse Arnhem, nella più aperta e formativa Eredivisie. Qui, tra il 2020 e il 2022, esplode: 28 gol in due stagioni, personalità in crescita, fiducia ritrovata. È l’attaccante di strada che impara a stare in un sistema. Nel 2022 lo prende il Lens, in Ligue 1. Un campionato fisico, tattico, ma anche ricco di spazi se sai come attaccarli. Openda diventa immediatamente il terminale perfetto: 21 reti in una singola stagione e Lens secondo in classifica, sopra il Marsiglia, sopra il Monaco. È l’anno della consacrazione. Nel 2023 arriva il salto in Bundesliga: il RB Leipzig lo acquista per oltre 45 milioni di euro. E lui, di nuovo, risponde presente: 28 gol in tutte le competizioni, debutto in Champions da protagonista e record su record infranti per velocità di punta. Il razzo belga è pronto per un nuovo decollo.
Parlare di Openda come un semplice “attaccante veloce” è riduttivo. Sì, la velocità è il suo marchio: è stato tra i più rapidi della Bundesliga, superando i 36 km/h in campo aperto. Ma c’è molto di più.
Ecco il suo identikit tecnico-tattico:
Attacco alla profondità: Openda legge il tempo del passaggio come pochi. Non scatta solo per correre: scatta per colpire.
Finalizzazione letale: è freddo sotto porta, ambidestro, sa segnare anche di testa nonostante l’altezza non imponente (1.77 m). I suoi gol arrivano in modi diversi, ma sempre al momento giusto.
Pressione offensiva: è un attaccante che lavora. Non si disinteressa della fase difensiva. Pressa, rincorre, fa legna quando serve. Questo lo rende prezioso nei sistemi intensi e aggressivi.
Movimenti intelligenti: non è un centravanti da area piccola, statico, “alla Icardi”. È più simile a un Jamie Vardy, o un Osimhen con meno muscoli e più elasticità. Si muove, si allarga, va in profondità, apre varchi.
Mentalità vincente: ha fame. È cresciuto con poco, ha dovuto lottare in ogni tappa. Questo si vede nel modo in cui approccia ogni partita: da underdog.
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