Lookman-Atalanta, diplomazia al lavoro
Antonio ScadutoCon Ademola Lookman, l’Atalanta ha vissuto un déjà vu che sa quasi di beffa, a distanza di un anno esatto. I malumori dell’agosto 2024 non solo si sono ripetuti, ma si sono presentati con toni ben più marcati. Una rottura sembrava imminente, una ferita difficile da rimarginare. Eppure, nonostante il corteggiamento (anche piuttosto sfacciato) dell’Inter, raccontato ampiamente durante l’estate, Lookman alla fine non ha cambiato aria. La storia si è ripetuta, come accade nei romanzi più scontati: la lunga, estenuante attesa non ha portato ai risultati sperati. Così, il Pallone d’Oro africano 2024 è tornato a Zingonia, dopo gli impegni con la nazionale e un volo da 16 ore dal Sudafrica, pronto a rimettersi – almeno teoricamente – a disposizione di Ivan Juric. Il tecnico granata, insieme al suo staff, valuterà le condizioni dell’ex Lipsia per capire se potrà essere arruolabile già contro il Lecce. Nessuna sanzione disciplinare, almeno per ora. Solo test fisici e accertamenti tecnici. Ma, rispetto a un anno fa, il clima è tutt’altro che sereno. C’è tensione. E c’è un precedente – perché di questo si tratta – che non può e non deve passare inosservato. Perché se è vero che stimiamo profondamente la famiglia Percassi per serietà, visione e rigore gestionale, e che Atalanta resta una delle poche realtà ancora costruite su basi solide e credibili, è altrettanto vero che il comportamento di un calciatore dovrebbe contare più di tutto il resto. Più del valore di mercato, più delle esigenze tattiche, più della diplomazia.
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