NewsLutto nel calcio: è morto Igor Protti. Lo Zar aveva 58 anni
Antonio ScadutoCi sono calciatori che riempiono le bacheche di trofei e altri, molto più rari, che riempiono i cuori della gente. Igor Protti apparteneva a questa seconda, nobilissima categoria. Lo “Zar”, l’uomo che ha saputo farsi amare trasversalmente da piazze calde e passionali, si è spento oggi all’età di 58 anni, dopo aver combattuto nell’ultimo anno la sua partita più difficile contro un tumore al colon.
A dare l’annuncio è stata la famiglia, stringendosi intorno a quello che è stato l’ultimo, poetico messaggio d’addio dello stesso Protti: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale». Parole che descrivono perfettamente l’uomo prima ancora del campione: lucido, dignitoso, grato alla vita e al pallone.
Nato a Rimini nel 1967, Protti non ha ricevuto nulla in regalo. Se il calcio italiano degli anni Novanta e Duemila era il più difficile e spettacolare del mondo, lui si è preso il palcoscenico con la forza del lavoro, meritandosi l’appellativo di “operaio del gol”. Un attaccante d’area vecchio stampo, rapace, generoso fino allo sfinimento, capace di segnare in ogni modo e a qualsiasi latitudine.
La sua carriera resta un unicum nella storia del nostro sport. Insieme a Dario Hübner, Protti detiene un record leggendario: è stato capace di vincere la classifica dei cannonieri in Serie A, in Serie B e in Serie C1. Il capolavoro nella massima serie arrivò nella stagione 1995/96 con la maglia del Bari: 24 gol memorabili che non bastarono a salvare i pugliesi dalla retrocessione, ma che consacrarono lo Zar nell’Olimpo dei grandi bomber.
Ma è con il Livorno che il legame è diventato qualcosa di mistico, andando ben oltre il rettangolo verde. In Toscana Protti non è stato solo il capitano della rinascita, l’uomo della storica promozione in Serie A dopo 55 anni di attesa; è diventato un simbolo identitario, un cittadino onorario, l’anima di una comunità che oggi piange il suo leader più carismatico. Non a caso, la città lo aveva insignito della Livornina d’oro, la massima onorificenza cittadina. Le più sincere condoglianze alla famiglia da Antonio Scaduto e la redazione.
Mostra i commenti
Caricamento…