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NewsMaldini: “Guardiola fu tentato, si mise a scrivere formazioni sui fogli. Disse no per stanchezza. Ancelotti? Telefonata doverosa”

domenica 9 agosto 2026 alle ore 14:13di Antonio Scaduto3 min di lettura

Maldini: “Guardiola fu tentato, si mise a scrivere formazioni sui fogli. Disse no per stanchezza. Ancelotti? Telefonata doverosa”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutodomenica 9 agosto 2026 alle ore 14:13 · NewsAltre notizie

Paolo Maldini è tornato, nell’intervista al Corriere della Sera, sul tema più discusso e caldo dell’estate italiana: il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Da Guardiola ad Ancelotti, passando per Pirlo. Le sue parole.

Su Ancelotti: “Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa”.

Su Guardiola: “È l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo – dice Maldini -. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata. Era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli… ma i soldi, i 20 milioni di euro di cui si è parlato, non sono mai stati un tema. Pep ci ha detto chiaramente: datemi un euro in meno di quello che prendeva l’ultimo ct, e io sono a posto. Ma ha detto no per stanchezza. Viene da dieci anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea. Malagò sapeva tutto, l’abbiamo informato passo dopo passo”.

Su Pirlo: “Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo. Accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale. Del resto, che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e De la Fuente? Se si vede tutto legato all’allenatore che sta in panchina, si guarda all’oggi, mai al domani. E noi veniamo da tre mancate qualificazioni”.

Sul rapporto fra Pirlo e il sito di scommesse russo FonBet: “Noi non la sapevamo. L’opinione pubblica ha fatto il suo lavoro. Ma non c’era nulla sul piano giuridico che avrebbe potuto impedire ad Andrea di fare l’allenatore della Nazionale. Un pretesto? Direi di sì. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti con la Bet company russa. È una persona correttissima, non meritava questo clamore. Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali. Malagò ha telefonato a me e a Leonardo per dire: ‘Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate’. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, e intendo esercitarle, questo è un discorso inaccettabile. Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni, su un contratto che doveva ancora partire. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante”.

Foto: X Ancelotti

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