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NewsMarotta: “Lo sport deve essere gratuito per tutti. In Italia un’involuzione dopo il 2006”

lunedì 4 maggio 2026 alle ore 15:21di Antonio Scaduto2 min di lettura

Marotta: “Lo sport deve essere gratuito per tutti. In Italia un’involuzione dopo il 2006”Antonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutolunedì 4 maggio 2026 alle ore 15:21 · NewsAltre notizie

Beppe Marotta ha parlato a Radio Anch’io sport anche di Malagò: “Se ne potrebbe parlare molto. Innanzitutto dobbiamo eliminare quell’aspetto di litigiosità all’interno del nostro mondo, conflittualità che hanno poco a che fare con un gioco che ha anche un riferimento sociale. In Italia siamo in un momento di involuzione, dopo il 2006 è cominciata una sorta di crisi. La base di reclutamento è cambiata, prima tutti si avvicinavano al gioco del calcio, oggi ci sono tante attività che distraggono i giovani. I veri campioni sono nati e sbocciati nei ceti medio-bassi, oggi giocare a calcio significa un esborso di rette mensili e non tutte le famiglie possono permetterselo. Il primo principio è che lo sport sia un diritto e che sia gratuito. Cominciamo anche nelle scuole Così avremmo una base di reclutamento maggiore. Poi le strutture, poi gli insegnanti. I maestri non si devono dedicare solo all’aspetto tattico, ma anche a quello tecnico. Sono tante cose che vanno analizzate in modo migliore”.

Ha poi aggiunto: “Abbiamo dato spazio alla continuità di un progetto che portiamo avanti da alcuni anni. Sottolineo con umiltà ma con molto orgoglio il fatto che questo management ha vinto 3 scudetti in 5 anni con3 allenatori differenti. A dimostrare come le proprietà erano diverse ma entrambe hanno dato delega ampia al management. Abbiamo costruito questo modello che contiene dei valori importanti che ha dato la possibilità a questi tre professionisti di vincere lo scudetto. Fabregas? Vorrei essere preciso in questo: stimo moltissimo Fabregas che è molto bravo, ma c’è stato solo un contatto preliminare. Quando in un’azienda devi assumere un direttore generale fai delle consultazioni, noi abbiamo avuto un contatto ma mai andati oltre. Abbiamo scelto Chivu perché poi c’erano degli impedimenti oggettivi dall’altra parte. La nostra scelta è caduta su Chivu perché rappresentava il profilo che cercavamo ed era adatto al modello di riferimento dell’Inter di queste stagioni. Bastoni? E’ un talento, è stato sfortunato negli episodi o nelle manifestazioni che ha avuto. Su di lui c’erano gli occhi puntati da parte di tutti. Si è reso protagonista di quella ingenuità con la Juventus con la simulazione, sicuramente è stato il primo ad accorgersene ma noi lo abbiamo aiutato. Quando un giovane sbaglia va aiutato a ripresentarsi ai nastri di paetenza. E’ un grande campione, su di lui ci sono gli occhi puntati così come su di altri da parte di club prestigiosi in Europa. Non nascondo un interessamento da parte del Barcellona, ma ancora superficiale e non concreto. Un giocatore va via se esprime la volontà di andarsene, in questo momento è un nostro giocatore, ha voglia di rimanere e noi siamo felici di lui”.
foto sito inter

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