CalciomercatoMercato e paletti FIGC: Como e Monza con il semaforo verde. Lazio, serve la svolta da 20 milioni
Antonio ScadutoIl countdown ha una scadenza ben precisa: il 30 giugno. Entro questa data i club devono mettersi in regola con il fatidico indice di liquidità, il rapporto tra costi complessivi e ricavi fissato dalla FIGC alla soglia dello 0,7, per evitare un mercato bloccato al saldo zero. Certo, teoricamente si potrebbe sistemare la pendenza anche oltre la fine del mese, ma con inevitabili e pesanti conseguenze sulla programmazione della sessione estiva.
In questo scenario, chi poteva avere problemi ha già ampiamente risolto. Il Como, ad esempio, non ha mai trasmesso dubbi sulla rapidità d’azione considerata la forza economica della proprietà: a fronte di un passivo di 90 milioni ne ha immessi addirittura 110, blindando la situazione. Discorso identico per Monza e Sassuolo, che hanno sistemato la pratica nei tempi e non avranno alcun tipo di condizionamento, potendo operare in entrata senza l’assillo di dover prima piazzare un’uscita. L’unica eccezione è rappresentata dalla Lazio, rimasta l’unica società a dover ancora mettersi in regola versando una ventina di milioni nel giro di un paio di settimane. A questo punto le strade per i biancocelesti sono due: la prima porta a un aumento di capitale, una mossa che rappresenterebbe una forte novità rispetto alle recenti scelte gestionali di Lotito; la seconda, in assenza di interventi diretti, obbligherà il club a una o più cessioni per sbloccare l’indice e poter finalmente operare in totale libertà.
Foto: Instagram Lazio
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