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NewsMessi infinito: nuovo record con l’Argentina, superato anche Neymar

mercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 18:27di Antonio Scaduto2 min di lettura

Messi infinito: nuovo record con l’Argentina, superato anche NeymarAntonio Scaduto
© foto di Antonio ScadutoCondividiTweet
AAutoreAntonio Scadutomercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 18:27 · NewsAltre notizie

Dopo Cristiano Ronaldo, arriva Lionel Messi. L’ennesimo record in una carriera già leggendaria: il fuoriclasse argentino ha risposto all’asso portoghese con numeri ancora una volta da capogiro, scrivendo un nuovo capitolo della sua straordinaria storia. Tutto è successo nella notte, durante l’amichevole disputata dalla sua Argentina.

La magia non ha età, e Messi continua a dimostrarlo. Anche se il tempo passa, la sua classe resta intatta, e gli avversari possono solo inchinarsi davanti a tanta bellezza calcistica. Nell’amichevole contro Porto Rico, finita con un tennistico 6-0 per l’Albiceleste, Messi ha centrato l’ennesimo traguardo personale in una partita senza storia. Ma soprattutto, in una notte che è già storia.

Con i due assist serviti a Gonzalo Montiel (per il 2-0) e a Lautaro Martínez (per il definitivo 6-0), Messi ha raggiunto quota 60 assist con la maglia dell’Argentina, superando Neymar (fermo a 59) e diventando così il miglior assistman di sempre nelle competizioni tra Nazionali. Un primato che si aggiunge agli infiniti che già costellano la sua carriera.

Ma non è finita qui. All’argentino mancano ora solo due assist per arrivare a 400 in carriera, sommando tutte le maglie indossate. Un numero semplicemente irreale, che racconta meglio di qualsiasi parola il contributo tecnico e umano che Messi ha dato – e continua a dare – a ogni squadra in cui ha giocato. Gol, certo, ma anche una capacità di costruire e servire i compagni che ne fanno un campione totale. Un’icona. Un artista.

La notte del Monumental è stata una festa, ma anche qualcosa di più profondo. Una serata intrisa di passione e nostalgia, perché ogni volta che Messi gioca in Argentina, il pensiero corre a quel momento che nessuno vuole affrontare: l’addio.

Non è ancora un addio, forse, ma l’aria è sospesa. Lo stesso Messi ha ammesso che il suo futuro con la Selección è ancora tutto da scrivere: “Non ho ancora preso una decisione sulla Coppa del Mondo. Vedremo come mi sentirò. Spero di fare una buona preparazione, concludere bene la stagione in MLS e poi deciderò”, ha dichiarato a ESPN.

Parole che tengono aperta una porta, quella che tutti sperano resti spalancata: rivederlo al Mondiale del 2026. L’alchimia tra Leo e il popolo argentino, rinsaldata dallo storico trionfo in Qatar, è troppo forte per immaginare un ultimo atto già scritto. Eppure, il tempo scorre, e Messi – oggi 37enne – sa bene che non potrà rimandare a lungo una decisione definitiva.

Per ora resta la magia di una notte perfetta: il Monumental in festa, gli spalti in delirio, un’intera nazione che canta per lui. E quel “quasi addio” che nessuno ha il coraggio di pronunciare. Perché Leo Messi non è solo un calciatore. È un’emozione che il calcio non vuole – e forse non può – lasciar andare.

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