NewsMonza, il sipario sta per calare: retrocessione ormai certa. E sul futuro…
Antonio ScadutoL’agonia sportiva del Monza è ormai al suo epilogo. Già dalla prossima giornata potrebbe materializzarsi, senza nemmeno troppi giri di parole, la matematica retrocessione in Serie B, per giunta con un anticipo desolante che certifica quanto questa squadra fosse irrimediabilmente allo sbando da mesi. Il crollo non è stato improvviso né sorprendente: è stato, anzi, un lento e inesorabile collasso sotto gli occhi di tutti, aggravato da una palese assenza di convinzione, come se in fondo il Monza stesso non avesse mai realmente creduto di poter invertire la rotta. L’ennesima sconfitta, quella di Torino contro la Juventus, racconta l’ennesima storia trita e ritrita: un 2-0 quasi accademico, che non lascia spazio a interpretazioni né a inutili consolazioni. Nessun guizzo, nessun sussulto d’orgoglio: solo l’ennesima pagina di una stagione senza anima, che ormai si commenta da sola. E allora tanto vale volgere lo sguardo altrove, verso quello che davvero conta: il futuro. Sul tavolo della Fininvest il dossier più caldo resta la cessione della società, una decisione maturata da tempo ma che solo adesso sta muovendo i primi passi concreti. Il club brianzolo, nonostante l’imminente retrocessione e tre anni vissuti in Serie A più da spettatore che da protagonista, mantiene ancora un certo appeal sul mercato internazionale: in particolare alcuni gruppi americani si stanno facendo avanti per rilevare la maggioranza del pacchetto azionario. Segno che, al di là del disastro sportivo, il Monza resta comunque una piazza interessante per chi vede nel calcio italiano ancora margini di business. L’eventuale permanenza di Adriano Galliani alla guida operativa del club sembra non rappresentare un ostacolo: anzi, l’attuale amministratore delegato, autentico uomo-simbolo di questa breve avventura monzese in A, sarebbe pronto a rilanciare un progetto che avrà bisogno di essere completamente rifondato. Proprio Galliani, non a caso, sta già pianificando una rivoluzione profonda: si profila un Monza trasformato in un vero e proprio porto di mare, con un via vai di giocatori mai visto prima, l’unico modo per azzerare gli errori clamorosi di questa stagione fallimentare e provare a ripartire con basi più solide. Pochissimi saranno i superstiti: Pessina e Caldirola, bandiere non solo tecniche ma anche emotive di questa squadra, e Izzo, difensore che in un deserto di mediocrità è riuscito a imporsi come leader riconosciuto, potrebbero essere i punti di partenza attorno ai quali costruire una rosa giovane, affamata e competitiva. Per la panchina, il nome forte è quello di Ignazio Abate, che dopo l’esperienza positiva a Terni in Serie C, incarna perfettamente il profilo individuato: giovane, preparato, ambizioso, esattamente ciò che in Brianza serve per tentare una rinascita che, almeno nelle intenzioni, vuole essere totale.
Mostra i commenti
Caricamento…