NewsMoratti: “Sono stato più felice quando abbiamo eliminato il Barcellona che dopo la finale con il Bayern”
Antonio ScadutoMassimo Moratti torna a parlare dell’Inter e ripercorre alcuni dei momenti più significativi della sua presidenza, soffermandosi in particolare sulla Champions League conquistata nel 2010 con José Mourinho in panchina. In un’intervista rilasciata ad AS, l’ex presidente nerazzurro ha ricordato le emozioni legate a quella stagione straordinaria, rivelando un dettaglio sorprendente: la gioia per aver eliminato il Barcellona di Pep Guardiola fu persino superiore a quella provata dopo il trionfo nella finale di Madrid contro il Bayern Monaco. “Mi sono messo più contento al Camp Nou”, ha raccontato Moratti, tornando con la memoria alla semifinale che spalancò all’Inter le porte della finale. “Ho festeggiato persino di più il passaggio alla finale dopo aver eliminato il Barça di Pep rispetto alla vittoria per 2-0 contro il Bayern, già al Bernabéu. È stato tutto sensazionale, senza dubbio. Indimenticabile”. Parole che restituiscono il significato di una doppia sfida entrata nella storia del calcio europeo. L’Inter riuscì a eliminare una delle squadre più forti di sempre, superando le difficoltà della gara di ritorno al Camp Nou e difendendo con determinazione il vantaggio conquistato all’andata. Un’impresa che rappresentò uno dei momenti più intensi del percorso culminato con la conquista del Triplete. Tra i protagonisti di quella cavalcata non poteva mancare Mourinho, per il quale Moratti continua a nutrire una stima profondissima. L’ex presidente ha elogiato soprattutto la capacità del tecnico portoghese di gestire lo spogliatoio e trasmettere ai giocatori una mentalità vincente. “È uno dei migliori nel gestire magnificamente un gruppo”, ha spiegato, sottolineando come la determinazione dell’allenatore sia rimasta immutata nel tempo. “La sua ostinazione per la vittoria è sempre riconoscibile. Grande personalità, determinazione. Il calcio è cambiato, è sempre più complicato e pieno di novità, ma Mourinho è lo stesso”. Il giudizio di Moratti è netto e non lascia spazio a interpretazioni: “È il miglior allenatore che abbia mai avuto all’Inter. Sono molto legato a lui: quello che ha fatto qui in due anni è stato il massimo”. Un legame che va oltre i risultati sportivi e che trova la sua massima espressione proprio nella stagione 2009-2010, quando i nerazzurri conquistarono campionato, Coppa Italia e Champions League. Nel corso dell’intervista, l’ex patron interista ha affrontato anche un altro grande rimpianto di mercato: Lionel Messi. Il fuoriclasse argentino rappresentava uno dei suoi sogni e Moratti ha raccontato di averne intuito il talento quando ancora non era diventato una stella mondiale. “L’ho visto giocare in un Mondiale Under 17, quando ancora nessuno parlava di lui come di una stella mondiale. Ho capito subito che era speciale. Non solo per la qualità, ma anche per la fame e la voglia di vincere. Messi faceva già paura”, ha ricordato. L’interesse per l’argentino non rimase soltanto un pensiero. Moratti ha infatti ammesso di aver provato a capire se esistessero le condizioni per portarlo a Milano: “Sì, volevo prenderlo. In effetti, ho fatto in modo che lo chiamassero diverse volte, ma senza fare nulla di scorretto”. Alla fine, però, prevalse il legame tra Messi e il Barcellona, il club che lo aveva accolto da giovanissimo e accompagnato nella sua crescita calcistica. “Sapevo che il Barça, il club che lo aveva aiutato a crescere, stava per fargli un nuovo contratto. Non volevo intromettermi”, ha spiegato l’ex presidente, lasciando emergere il rispetto per una storia sportiva che sarebbe poi diventata leggendaria. Tra i grandi nomi che avrebbe voluto vedere con la maglia nerazzurra ce n’è infine uno che occupa un posto speciale nei suoi ricordi: Eric Cantona. L’ex attaccante francese, diventato un’icona del Manchester United, rappresenta per Moratti uno dei più grandi sogni di mercato mai realizzati. “Un giocatore fantastico. Lui sì che è stato il grande sogno proibito”, ha concluso. Dal trionfo con Mourinho al rimpianto Messi, passando per il fascino intramontabile di Cantona, il racconto di Moratti riporta alla luce una stagione irripetibile e una presidenza segnata da grandi ambizioni, intuizioni e campioni che hanno scritto pagine indelebili della storia dell’Inter.
foto sito inter
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