Ngonge: “Sono cresciuto tanto rispetto a quando ero al Verona. Baroni? Ha sempre creduto in me“
Antonio ScadutoCyril Ngonge ha parlato a Sky Sport dei suoi primi mesi al Torino: “Rispetto a quando ero al Verona sono cresciuto tanto sia come giocatore che come persona. Quando sono arrivato a Verona avevo una mentalità più olandese, giocavo a calcio e pensavo solo ad attaccare e fare gol. Da quel giorno ho acquisito la mentalità italiana, dell’essere rigoroso, del dover lavorare, dell’essere attento alla tattica che qua è importante. Mi sento cresciuto un sacco dal giorno del mio arrivo in Italia”.
Sul rapporto con l’allenatore Marco Baroni:
“Non penso sia cambiato moltissimo. Ha più esperienza, ma anche a Verona è sempre stato un allenatore sicuro di sé stesso e delle sue idee. Anche qui sta provando a portare il suo approccio e le sue idee di gioco. Lui è stato uno degli allenatori che mi ha permesso di mettermi in luce e di mostrare le mie qualità. Se sono qui è in gran parte grazie a lui.”
Sulla sua velocità e caratteristiche:
“Sono abbastanza veloce, ma direi più l’istinto e la tecnica. Avevo più una mentalità olandese per giocare a calcio e pensavo solo ad attaccare e fare gol. Ho imparato a essere rigoroso, a lavorare anche sulla tattica italiana, che in altri Paesi non è così importante. Come giocatore mi sento cresciuto un sacco da quando sono arrivato.”
Sul trasferimento in Italia e il consiglio del padre:
“È vero che è stato proprio tuo padre a spingerti a venire in Italia? Sì. Avevamo diverse opzioni e io all’epoca non conoscevo ancora molto bene l’Italia, lui mi ha detto che in Italia sarebbe andata bene e ad oggi sono contento di aver fatto questa scelta.”
Sui suoi obiettivi personali e di squadra:
“Cercherò di trasmettere ai più giovani tutte le mie esperienze e tutte le cose che ho imparato a Napoli dai giocatori di maggiore esperienza e dall’allenatore. L’essere più rigoroso in allenamento, non essere soddisfatto con sé stesso e chiedersi ogni giorno qualcosa in più.”
Sulla sua esperienza in Italia e la vita a Torino:
“Ho vissuto al nord e anche al sud, vedere entrambe le culture è una bella esperienza, il modo di vivere tra nord e sud è molto diverso, sono due mondi diversi, bisogna prendere il buono di tutti e due e farne uno solo. Preferisco vivere in città, quindi penso che vivrò in centro.”
Sul suo percorso di crescita e l’esperienza a Napoli:
“Oggi sono cresciuto tanto sia come calciatore che come persona, rispetto a quando sono arrivato in Italia. Quando arrivai a Verona, pensavo ancora con una mentalità olandese: attaccare e fare gol. Un po’ alla volta ho acquisito la mentalità italiana: l’attenzione alla tattica, l’essere rigoroso e il duro lavoro. Sono cresciuto molto dal mio arrivo.”
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