CalciomercatoNicolussi Caviglia, la Fiorentina, le retromarce e i pezzi improvvisamente cancellati
Antonio ScadutoNell’estate di calciomercato, mancava giusto una scena farsesca in più per rendere il copione perfetto. E come spesso accade, non ha deluso chi fa dell’incoerenza un’arte e della memoria corta un mestiere. Parliamo ovviamente di Hans Nicolussi Caviglia, centrocampista sotto radar, e della sua improvvisa ascesa da “non interessa alla Fiorentina” a “la Fiorentina ci si può buttare a capofitto”. Un salto carpiato da manuale, degno del miglior tuffatore… peccato che a farlo non sia stato un direttore sportivo, ma Alfredo Pedullà, ovvero il custode autoproclamato della verità calcistica, uno che passa il tempo a correggere gli altri, ma raramente se stesso. Ricapitoliamo, dato che la memoria corta non ci appartiene. Era il 12 agosto quando, con la solita prosopopea del “lo dico io e basta”, Pedullà sentenziava che Nicolussi Caviglia non interessava alla Fiorentina. Non “forse”. Non “al momento no”. No: “non interessa”. Tre parole, zero dubbi. Liquidato. Ma oggi – 26 agosto – accade qualcosa di magico. Di mistico. Di altamente scolastico nel mondo di chi riscrive la storia con la disinvoltura di chi cambia una password dimenticata. Ecco spuntare un nuovo articolo, fresco di giornata, nel quale il tono è totalmente diverso: “La Fiorentina è tornata con forza in mattinata su Hans Nicolussi Caviglia, un profilo che – come raccontato nelle scorse settimane – aveva valutato ma senza approfondire. Adesso sono in corso dialoghi con il Venezia e si può andare fino in fondo.” Aspetta, aspetta. Come raccontato nelle scorse settimane? Ma quando mai? Dove? Da chi? Ah già, non possiamo più controllare, perché quel pezzo del 12 agosto è stato cancellato. Rimosso, evaporato, fatto sparire come un centrocampista nella marcatura a uomo. Una sparizione degna di Houdini, ma con meno eleganza e più imbarazzo. E qui casca l’asino. Anzi, cade proprio di faccia. Perché se davvero fosse stato solo “valutato ma non approfondito”, perché allora scrivere nero su bianco che “non interessava”? Perché non usare parole più adatte? Perché non lasciare il pezzo online e far parlare l’evoluzione naturale del mercato? No, troppo semplice. Meglio cancellare. Sparire il pezzo. Correggere la rotta. Fingere che nessuno legga, che nessuno ricordi. Ma noi ricordiamo. Eccome se ricordiamo. Ricordiamo quando Nicolussi Caviglia era considerato troppo marginale per finire nei radar viola. Ricordiamo la sicurezza ostentata nel dire “non interessa”, senza margine di dubbio. Ricordiamo le correzioni altrui, i toni da professorino di calciomercato, sempre pronto a bacchettare, a fare il puntualino della domenica sera, a rinfacciare “lui aveva detto”. Ma quando si tratta di sé stesso, la trasparenza sparisce, la coerenza si fa liquida, e i pezzi diventano… cancellabili. Noi, invece, siamo fatti diversamente. Il 13 agosto abbiamo scritto che non c’era reale interesse, perché davvero non c’era. Non per partito preso, non per far vedere che ne sappiamo, ma perché in quel momento era oggettivamente così. E oggi raccontiamo l’evoluzione: la Fiorentina nelle ultime 48 ore è entrata in scena, l’operazione è viva, si parla con il Venezia, si ragiona su cifre da 7-8 milioni più bonus. Il mercato è fatto di dinamiche che cambiano, non serve travestirsi da oracoli, basta essere onesti nel raccontarle. E qui sta tutta la differenza. Tra chi fa il giornalista e chi fa la caricatura di sé stesso. Tra chi accetta di sbagliare pubblicamente, se serve, e chi cancella per non doverlo ammettere. C’è chi si aggiorna, e chi si auto-revisiona. C’è chi racconta i fatti, e chi li modifica. C’è chi ha memoria, e chi preferisce che gli altri non ne abbiano. Peccato che esistano gli screen, le cache, le memorie digitali. E soprattutto, esistano lettori che non si bevono tutto, anche se glielo serve il professore del calciomercato. Alla prossima lezione, maestro.
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